Politica e Sanità
26 Aprile 2012«Dimostreremo alle Regioni che rinnovare la Convenzione e riformare la remunerazione delle farmacie conviene anche a loro». È la strategia che secondo il suo presidente, Annarosa Racca, Federfarma metterà in campo per trascinare le amministrazioni locali al tavolo delle trattative. E rispettare così le indicazioni fornite dalle due camere rappresentative del sindacato, assemblea generale e consiglio delle regioni, che nei loro ultimi pronunciamenti (quello del consiglio risale a martedì scorso) chiedevano l’apertura urgente del confronto su Convenzione e remunerazione.
Presidente, Federfarma ripete da più di un anno che le Regioni devono aprire i tavoli, ma finora dall’altra parte si è fatto solo orecchie da mercante. Come pensate di convincerle stavolta?
In realtà ne parliamo anche da più di un anno, il rinnovo della Convenzione era fin dall’inizio tra i punti del mio programma. Ora avviare la trattativa è ancora più impellente per il calo dei fatturati che continuiamo a registrare e per dare una base alla farmacia dei servizi.
E come intendete muovervi?
Il nostro Centro studi sta affinando le proposte da presentare alle Regioni con nuovi numeri e cifre. L’obiettivo è quello di dimostrare che una nuova Convenzione imperniata su un nuovo modello di distruzione del farmaco conviene anche ai governi regionali. A conferma ricordo soltanto la recente sentenza della Corte dei conti della Sardegna sui costi della distribuzione diretta. Stiamo aggiornando la nostra piattaforma e non appena il Centro studi avrà finito le sue analisi, il pacchetto di proposte verrà portato all’attenzione di assemblea e consiglio per una valutazione finale.
A proposito di remunerazione: in Francia hanno varato da poco la riforma, il modello è innovativo e prevede compensi anche su servizi e prestazioni. Ne trarrete ispirazione?
Tra le nostre preoccupazioni c’è quella di avere una Convenzione che faccia da base per la farmacia dei servizi. Anche qui crediamo che vada tutto a vantaggio delle Regioni: un servizio Cup appoggiato alle farmacie costa molto meno di uno gestito direttamente dalle strutture sanitarie. In ogni caso, il nostro riferimento resta il sistema misto, quota fissa più margine, così come dettava la Finanziaria del 2010.
Che scadenza vi siete posti? Entro quale data contate di aprire le trattative?
L’assemblea chiedeva un’apertura entro l’estate. Quello è il nostro riferimento.
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