Politica e Sanità
10 Maggio 2012È entrato in vigore ieri il Dl sulla razionalizzazione della spesa pubblica, che contiene la spending review, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 106 dell''8 maggio). Ora, i Dicasteri hanno tempo fino a fine maggio per presentare un programma di riordino e riassetto delle uscite, in particolare da ottenere attraverso una riformulazione dei piani di spesa, la riduzione dei dirigenti, l’efficientamento dei servizi, un taglio a convegni, patrocini, e così via. Già da quanto era emerso al momento dell’approvazione del Dl da parte del Consiglio dei ministri, i fronti caldi su cui si dovrà concentrare la spending review saranno l''aumento dei costi di produzione di servizi pubblici come scuola, sanità, difesa, giustizia e sicurezza. Dalla filiera arrivano già i primi timori: «La spending review potrebbe essere un male necessario, ma se deve essere fatta che sia fatta con criterio, e dunque intervenendo su tutte le voci di spesa, dirette e indirette» è l’intervento del presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi. «A fronte di oltre 12 miliardi di spesa farmaceutica, i tagli al farmaceutico hanno portato via 11 miliardi negli ultimi 5 anni, quindi probabilmente le spending review da noi è stata abbondantemente fatta. In ogni caso se sarà eseguita correttamente, come ci auguriamo, sono certo che il settore del farmaco avrà i conti in ordine». Una posizione condivisa anche dalla Sip, che ha anticipato alcuni risultati del rapporto Arno Bambini per il suo 68° congresso: «Non è sulla pediatria che si potrà andare a fare la spending review. Ogni piccolo in età pediatrica costa infatti un quarto di quanto costa un adulto, 260 euro in media contro gli oltre 1.000». Intanto, in merito alla spesa sanitaria il ministro della Salute, Renato Balduzzi, spiega che «la sanità deve poter contare su risorse adeguate, perché questo è un settore primario per la qualità della vita, inoltre può e deve essere un volano per l''intero sistema paese. Ci stiamo muovendo con due obiettivi: incentivare la presenza e l''attività dei giovani e la ricerca finalizzata in settori ben precisi».
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