Politica e Sanità
25 Settembre 2012Sono stati per lungo tempo il convitato invisibile della filiera farmaceutica, l’anello più silenzioso della catena che parte dall’industria e finisce con le farmacie. Ora invece i distributori dimostrano di avere una voce e la fanno sentire su uno dei temi più delicati del momento, quella riforma della remunerazione che lunedì prossimo metterà Aifa e sigle del comparto attorno a un tavolo. E in vista di quell’appuntamento, dai grossisti arrivano richieste chiare sulle cifre da mettere sul tavolo.
Paolo Tagliavini, presidente di Federfarma Servizi, partiamo dalle cifre: voi dite che con meno di 33 centesimi a pezzo non riuscite a lavorare…
È così. Ricordiamo un po’ di storia recente: con la Manovra 2010 ci sono stati tolti più di 3 punti e mezzo di margine, metà dei quali sono andati alla farmacia. È vero che talvolta le aziende della distribuzione “rigiravano” questi punti ai titolari sotto forma di extrasconto, ma non sempre e non a tutti. Il risultato è che da allora, sulla fascia A lavoriamo in perdita: fino a oggi siamo riusciti a starci dentro con il non rimborsato, ma ora la crisi si sta mangiando anche questa piccola fetta di redditività.
In sostanza, il vostro avviso è: care farmacie, restituiteci un po’ di quel 3,65% che vi abbiamo dato due anni fa…
No, il nostro messaggio è: care farmacie, se sentite la crisi soltanto adesso, se per cinque e passa anni non l’avete sentita quando altri comparti invece soffrivano, è soprattutto per merito nostro, che con agevolazioni e dilazioni siamo stati vostri partner più di quanto lo sarebbe stato un istituto di credito o una banca. Ora però, quella situazione non è più sostenibile neanche per noi.
Ma la riforma della remunerazione la volete o no?
Per noi la riforma dev’essere la chiave con cui riportare nella filiera i farmaci innovativi. Vogliamo guardare un po’ più in là di domani e della semplice stabilizzazione dei fatturati: se la farmacia non si riapproprierà velocemente dei farmaci di prossima immissione, non ci sarà un futuro.
Le cooperative hanno sempre fatto un vanto del loro rapporto “particolare” con le farmacie. In questo momento come si concretizza questa differenza?
La nostra preoccupazione sono i fatturati delle nostre aziende, abbiamo un dividendo da garantire alle farmacie socie. Per meno di 33 centesimi a pezzo, non c’è dividendo e non c’è sopravvivenza.
Per approfondire
Riforma della remunerazione, anche l’Utifar favorevole
Riforma remunerazione, Racca (Federfarma): fatto tutto quello che dovevamo fare
Riforma remunerazione, Enpaf: non si tocchi lo 0,90
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