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Politica e Sanità

04 Ottobre 2013

Spesa Ssn per farmaci scende del 4,1%. In aumento le ricette


La spesa farmaceutica convenzionata netta Ssn, nel primo semestre 2013, ha fatto registrare una diminuzione del -4,1% rispetto allo stesso periodo del 2012. È quanto emerge dai dati aggiornati pubblicati sul sito di Federfarma. Prosegue, quindi, il calo della spesa che nel 2012, sottolinea l’Associazione dei titolari, (per il sesto anno consecutivo) è diminuita del -9,1%. Riprende, invece, la tendenza all’aumento del numero delle ricette, cresciuto del +2,6%, mentre nel 2012 l’aumento era stato pari solo al +0,2%.
L’andamento della spesa, continua l’analisi di Federfarma, nei primi mesi del 2013 è influenzato soprattutto dal calo del valore medio delle ricette (-6,6%): vengono, cioè, erogati a carico del Ssn farmaci di costo sempre più basso.
Ciò è dovuto alle continue riduzioni dei prezzi dei medicinali, alla trattenuta dell’1,82% imposta alle farmacie dal 31 luglio 2011 e aumentata al 2,25% da luglio 2012, che si aggiunge alle altre trattenute a carico delle farmacie stesse (in particolare agli sconti per fasce di prezzo), al crescente impatto dei medicinali equivalenti a seguito della progressiva scadenza di importanti brevetti e alle misure applicate a livello regionale. Tra queste ultime, si segnalano l’appesantimento del ticket a carico dei cittadini e la distribuzione diretta di medicinali acquistati dalle Asl. Il contributo diretto delle farmacie al contenimento della spesa, nei primi quattro mesi de 2013, viene calcolato da Federfarma in circa 410 milioni di euro.
L’analisi di Federfarma aggiunge come l’incidenza sulla spesa lorda delle quote di partecipazione a carico dei cittadini sia passata dal 12,2% di giugno 2012 al 12,4% di giugno 2013 a seguito degli interventi regionali sui ticket e del crescente ricorso dei cittadini ai medicinali di marca più costosi, con conseguente pagamento della differenza di prezzo rispetto all’equivalente di prezzo più basso, a causa delle polemiche sull’efficacia dei medicinali generici e sulla sostituzione da parte del farmacista con un equivalente tra quelli di prezzo più basso, che creano diffidenza nei cittadini.

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