Politica e Sanità
30 Ottobre 2013Aumenta l’uso di medicinali omeopatici tra le donne italiane; solo una su 5, però, si ritiene informata in modo adeguato sul tema. Questo in sintesi il quadro di una ricerca condotta dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) circa l’atteggiamento delle donne italiane verso l’omeopatia. «La grande richiesta di informazioni» ha spiegato ieri a Milano Francesca Merzagora, presidente di Onda «ci ha portato a condurre questa indagine conoscitiva tramite questionario web su un campione di 1.000 donne, di età compresa tra i 25 e 54 anni». «Nel far conoscere l’omeopatia un ruolo importante (54%) è ricoperto dal farmacista e dal medico» ha affermato Elena Ripamonti, managing director Elma Research. Alla base della terapia sta infatti un colloquio approfondito che analizza il temperamento della paziente e la sua reattività alla patologia. «Per il 37% delle intervistate» aggiunge «l’assenza del foglietto illustrativo è vissuto come potenzialmente problematico per l’utilizzo». In ogni caso, il 72% delle donne conosce e ha acquistato medicinali omeopatici. Chi non lo ha mai fatto non si è avvicinata all’omeopatia «perché nessuno glielo ha mai proposto» (53%), ma acquisterebbe tali prodotti se glieli «consigliasse il medico di famiglia (81%) o il farmacista (60%)». Chi ha acquistato almeno una volta un rimedio omeopatico, lo ha fatto su consiglio del medico (43%), ma anche del farmacista (32%) e, più raramente, di un’amica utilizzatrice (26%). «La prima volta che si sono avvicinate all’omeopatia», ha detto Ripamonti, le donne «lo hanno fatto per loro stesse (64%), principalmente per malattie influenzali e da raffreddamento, in periodi di particolare stress e stanchezza, per rinforzare le difese immunitarie»; il 57% di esse si è detta molto soddisfatta e il 37% ha acquistato di nuovo medicinali omeopatici. «Importante è l’integrazione tra medicina tradizionale e naturale» ha sottolineato Stefania Piloni, docente di Medicina complementare, omeopatia e fitoterapia all’università di Milano «in quanto l’omeopatia, medicina di autoguarigione del corpo, può potenziare l’azione dei farmaci riducendone i dosaggi e limitando gli effetti collaterali, di cui è priva». «Sicuramente sono soprattutto le donne ad avvicinarsi all’omeopatia, tramite un consiglio mirato che di solito arriva dal farmacista per le patologie più lievi e dal medico per le terapie più complesse o croniche» ha commentato Manuela Bandi, membro del consiglio direttivo di Federfarma Lombardia.
Arturo Zenorini
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