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Politica e Sanità

03 Dicembre 2013

Farmaci online: ok dal Consiglio ministri


Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo per il recepimento della direttiva Ue in materia vendita di farmaci via Internet. La direttiva 2011/62, riguarda in generale le norme comunitarie relative ai medicinali per uso umano, «al fine di impedire l''ingresso di medicinali falsificati nella catena di fornitura legale». Il provvedimento a tutela della salute umana disciplina, tra le altre cose, la vendita online dei farmaci senza obbligo di prescrizione medica, e «rafforza, attraverso il sistema nazionale antifalsificazione, l''efficace tutela dalla contraffazione dei medicinali». Attraverso tale sistema, in collaborazione con i Carabinieri per la tutela della salute (Nas), si potrà impedire l''immissione in commercio e la circolazione sul territorio nazionale di medicinali falsificati, potenzialmente pericolosi per la salute dei pazienti. Con il recepimento della direttiva Ue, verranno dunque armonizzate le norme italiane a quelle europee in materia di farmaci venduti online, che il più delle volte risultano contraffatti. I farmaci potranno essere venduti solo da farmacie o parafarmacie con un'autorizzazione ad hoc e sarà compito del ministero della Salute intervenire su eventuali attività commerciali illecite, oscurare siti non autorizzati, nonché curare un elenco disponibile sul sito istituzionale che riporta tutti i soggetti autorizzati. L'approvazione, afferma Andrea Mandelli presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani «ha indubbiamente apportato un elemento di chiarezza che avevamo più volte richiesto, e cioè l'esplicito divieto di vendita on-line di medicinali soggetti a prescrizione medica anche nel momento in cui, fatte salve le garanzie poste a livello comunitario, si disciplina la vendita a distanza dei farmaci da automedicazione».
L'adeguamento arriva dopo un sollecito da parte della Commissione Sanità del Parlamento Ue che aveva recentemente inoltrato la richiesta poiché l'Italia avrebbe già dovuto farlo entro il 2 gennaio scorso.

Simona Zazzetta

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