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Politica e Sanità

09 Gennaio 2014

Crac società farmaceutica, Pfizer: “Fiduciosi nella Magistratura”


Pfizer è fiduciosa e convinta che la magistratura riconoscerà «l''assoluta estraneità dei suoi ex manager nella vicenda relativa al successivo fallimento di Marvecspharma». Lo sottolinea una nota dell’azienda che arriva dopo la richiesta di rinvio a giudizio, formulata dai pm di Milano Gaetano Ruta e Luigi Orsi, per 23 persone, tra cui anche manager e consiglieri o ex consiglieri di amministrazione delle divisioni italiane delle multinazionali del settore farmaceutico Pfizer e Astrazeneca, tutti accusati di concorso in bancarotta fraudolenta. È il risultato di un’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza di Milano, secondo cui la Marvecspharma Service srl (fallita nel gennaio 2011), dopo aver incrementato la propria forza lavoro per effetto di alcune cessioni di rami d''azienda da parte di Pfizer e Astrazeneca, e ricevuto a titolo di avviamento negativo somme superiori a cento milioni di euro, non avrebbe versato nel fondo di categoria dei dipendenti quote di Tfr e ritenute operate a titolo di sostituto di imposta, per importi superiori a 12 milioni di euro. Secondo l’accusa, acquisti di partecipazioni di società collegate e il pagamento di consulenze di dubbia natura avrebbe determinato diverse chiusure in perdita, fino al fallimento. Tuttavia la nota di Pfizer precisa che la cessione dei rami d’azienda a Marvecspharma rientrava in regolari processi di riorganizzazione: «è stata realizzata nel pieno rispetto delle normative applicabili (come riconosciuto anche dai giudici civili e tributari che hanno avuto occasione di conoscere la vicenda) ed è stata messa a punto allo scopo di preservare i livelli occupazionali del personale coinvolto, consentendo agli ex dipendenti di proseguire il proprio lavoro con il medesimo inquadramento professionale e livello retributivo, nonché fornendo alla stessa Marvecs le risorse per continuare a svolgere le sue attività in maniera profittevole, anche grazie al portafoglio prodotti ceduto». Per capire come evolverà la controversia, occorre ora attendere l’udienza preliminare, ancora da fissare, ma prevista per marzo.

Renato Torlaschi

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