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Politica e Sanità

30 Gennaio 2014

Crisi comunali: da Sesto S. Giovanni (Mi) una possibile cura


Modifica al contratto enti locali per il personale in servizio e applicazione del contratto di settore Assofarm per le nuove assunzioni, con una riduzione dei costi di 200mila euro l’anno, trasferimento della sede di una delle farmacie in una zona più di passaggio, minor ricorso a farmacisti in libera professione, e la trasformazione delle Farmacie comunali da azienda speciale a società a responsabilità limitata (Srl) a capitale pubblico. È questo un primo pacchetto di interventi che il sindaco di Sesto San Giovanni, Monica Chittò, ha messo sul tappeto per cercare di far uscire dalla crisi le farmacie comunali, che presentano un buco di circa due milioni di euro. La cura è presentata dal sindaco in una lettera in cui spiega come, dopo «un negoziato difficile», si sia chiuso l’accordo con le organizzazioni sindacali, «un compromesso» che vede l’applicazione del contratto di settore Assofarm, «decisamente meno oneroso, alle nuove assunzioni, mentre il personale in servizio mantiene il contratto degli enti locali ma con due modifiche che ne riducono i costi: non verranno pagati premi di produttività dal 2013 al 2016, e dal 2017 si riprenderà a pagarli soltanto se ci saranno utili – ai premi sarà destinata la metà degli utili e comunque gli importi non dovranno essere superiori a quanto i dipendenti percepivano fino al 2012. Inoltre per due anni il personale lavorerà due ore in più alla settimana senza alcun compenso aggiuntivo». Tutte modifiche che non solo «permettono una riduzione dei costi, assolutamente necessaria, di circa 200.000 euro all''anno» ma anche un minor «ricorso a farmacisti in libera professione», ottenuto anche con una migliore organizzazione interna. Anche il cambio di sede di una delle farmacie sembra aver dato i suoi frutti: da un punto poco accessibile - «una delle ragioni del suo fatturato troppo basso» - a «una sede spaziosa, ben arredata, che affaccia sulla strada ed è facilmente raggiungibile» - e già «i primi giorni di attività dicono bene». Ancora in alto mare invece la questione del magazzino, che avrebbe dovuto servire farmacie e grossisti del circondario ma secondo la due diligence è invece responsabile «di oltre i ¾ della proiezione di perdita»: la gara è andata deserta «e ora nel rispetto della legge percorreremo la strada della trattativa privata, a tempi rapidi». Mentre sugli assetti futuri è pronto il progetto di risanamento che dovrà essere a breve sottoposto al consiglio comunale. I contenuti erano già stati annunciati: «trasformare le Farmacie comunali da azienda speciale a società a responsabilità limitata (Srl) a capitale pubblico in modo da poter gestire le farmacie in modo più agile, e cercare partner pubblici, privati o del privato sociale che rafforzino la nostra realtà». Un tema che vede un dibattito «vivace» con le organizzazioni sindacali. Ma, rassicura Chittò, «la Srl nascerà con il comune proprietario al 100% e in ogni caso, anche se ci si aprisse ad altri soggetti, manterrà la maggioranza assoluta del capitale sociale e garantirà tutti i posti di lavoro». In ogni caso, «per avere un''azienda solida, che regga i cambiamenti del mercato farmaceutico e non vada in affanno, è utile pensare sia a nuovi partner sia a un ampliamento della dimensione societaria».

Francesca Giani

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