Politica e Sanità
05 Aprile 2014Fornire alla farmacia un nuovo modello di gestione che garantisca marginalità, redditività sostenibilità, attraverso la proposta di correttivi economici, finanziari e commerciali e valorizzare la strada dei servizi attraverso anche una collaborazione con l’industria, player naturale nella direzione di una valorizzazione del corretto utilizzo del farmaco o del dispositivo sanitario e della misurazione dell’efficacia. È questo uno degli spunti per reagire alla crisi emerso dal convegno “Sistema cooperativistico e strumenti finanziari: soluzioni a sostegno della farmacia”, che si è tenuto ieri a Farmacista Più. In particolare, spiega Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, «la premessa è che il mondo finanziario ha bisogno di progetti seri, precisi e basati su dati oggettivi e, a loro volta, i grossisti, che accettano un enorme rischio nel concedere la fornitura, necessitano di affidabilità: se la farmacia, attraverso modelli, riesce a individuare una sana gestione, si trovano risorse. In questo il sistema cooperativistico e in particolare Federfarma Servizi può avere un ruolo significativo, sia nell’offrire un pacchetto di sostegni personalizzati, che comprendono anche una gestione economica-finanziaria, attraverso partner selezionati, sia nel facilitare l’attivazione di servizi in farmacia, ponendoci come interfaccia naturale con l’industria. Questo è proprio una direttrice a cui stiamo lavorando: servizi per migliorare l’efficacia dei prodotti, nella direzione di un corretto utilizzo del farmaco e della misurazione dell’efficacia, resa valutabile informaticamente». Tra gli strumenti messi a disposizione delle farmacie per reagire alla crisi, anche Farmacia Si Cura, progetto proposto da Credifarma, Promofarma, Farmafidi, sotto l’egida di Federfarma, che coinvolge anche i distributori. Il progetto, spiega Carlo Ghiani, presidente Credifarma, «ha ultimato la fase sperimentale ed è ormai aperto a tutte le farmacie. Sul sito, che mette a disposizione uno strumento per valutare lo stato di salute della farmacia e verificare la possibilità di utilizzare il servizio – nel caso cioè la situazioni sia recuperabile – ci sono stati già una quarantina di accessi. La nostra stima è che ci siano circa 2500 farmacie in Italia in condizione di crisi e circa un quarto di queste in una situazione molto avanzata». Per quanto riguarda il progetto, c’è una prima fase che prevede una due diligence, una rilevazione della situazione attuale, sulla base della quale viene presentato un percorso di risanamento quinquennale. «Il meccanismo prevede di proporre un’intesa con i creditori, una sorta di piano di rientro, e di bloccare per cinque anni le azioni verso gli inadempienti. Sulla base del valore del magazzino inventariato, la farmacia ottiene da Credifarma un finanziamento garantito, per il 50% del valore, dal consorzio Farmafidi, che serve per abbattere percentuali dei debiti pregressi e avviare un nuovo ciclo con i grossisti. Da quel momento parte una gestione controllata della farmacia».
Francesca Giani
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