Nuovi anticoagulanti orali e Vitamina D. Dati aggiornati sui consumi: monitoraggio Note Aifa
Con l'introduzione della Nota 96 e della Nota 97 si registrano meno consumi e spesa dei farmaci a base di vitamina D e un aumento dei soggetti trattati con i nuovi anticoagulanti orali
A 31 e a 26 mesi dell'introduzione, rispettivamente della Nota 96 e della Nota 97 si registra una diminuzione dei consumi e della spesa dei farmaci a base di vitamina D di fascia A, di circa il 15,7% e un aumento del 20,2% del numero dei soggetti trattati con i nuovi anticoagulanti orali (Nao) con riferimento ai periodi precedenti l'applicazione delle Note. Lo rileva il Monitoraggio dell'andamento dei consumi delle Note periodicamente pubblicato dall'Agenzia.
Vitamina D (Nota 96): diminuzione dei consumi e della spesa
Con la Nota 96 (28 ottobre 2019), l'Agenzia ha ridefinito le condizioni per la prescrizione a carico del Servizio sanitario nazionale dei farmaci a base di vitamina D classificati in fascia A - colecalciferolo, colecalciferolo/sali di calcio e calcifediolo - limitandola "esclusivamente per la prevenzione e il trattamento della carenza di Vitamina D nella popolazione adulta (>18 anni)". L'analisi dei 31 mesi dopo l'ingresso delle Nota, si osserva "una diminuzione dei consumi e della spesa dei farmaci in Nota di circa il 15,7% rispetto ai periodi precedenti, sia in termini di confezioni erogate sia di spesa sostenuta dal SSN, con un risparmio medio mensile di circa 3,9 milioni di euro, non si osservano importanti aumenti dei consumi e della spesa di altri analoghi della Vitamina D non oggetto della nota, la classe di età 40-60 anni è quella che ha fatto registrare la maggiore riduzione in termini di consumi, soprattutto tra le donne". A livello regionale, scrive Aifa nel report, "l'impatto della nota è da considerarsi eterogeneo: osserviamo Regioni più virtuose che registravano spesa e consumi inferiori alla media italiana già prima del provvedimento e che continuano a beneficiare degli effetti della Nota 96". In Lombardia, Campania, Molise, Basilicata e Sardegna, invece, "la Nota sembra perdere di efficacia e addirittura si osserva una ripresa dei consumi; si raccomanda - sottolinea Aifa - pertanto alle Regioni di mantenere alta la sensibilizzazione sulla medicina generale al fine di assicurare la prescrizione appropriata della vitamina D e analoghi".
NAO (Nota 97): incremento dei soggetti trattati
Per quanto riguarda i nuovi anticoagulanti orali ad azione diretta (NAO), la Nota 97 ha autorizzato anche i medici di famiglia alla prescrizione per i pazienti con Fibrillazione atriale non valvolare (Fanv), e con un'integrazione successiva ha consentito la piena operatività delle prescrizioni tramite Sistema TS (la prescrizione dei Nao nel trattamento della FANV tramite PT web-based AIFA non è più operativa dal 1° aprile 2022).
L'analisi dei primi 26 mesi successivi all'ingresso delle Nota rileva "un incremento nel numero dei soggetti trattati (+20,2% nel confronto tra il periodo ante versus post l'applicazione della Nota) e nella spesa sostenuta dal SSN rispetto al periodo antecedente l'ingresso della Nota (+16,3%)". L'analisi degli anticoagulanti (AVK) evidenzia una "progressiva diminuzione nei consumi". Il dato di spesa dei NAO "nei primi 5 mesi del 2022 è di circa 244 milioni di euro. Se proiettato sull'intero 2022 genera una spesa di 587 milioni, si osserverebbe pertanto un incremento del 13% rispetto al dato del 2021". Il Sistema TS è "operativo e sta ricevendo i PTE (piani terapeutici elettronici) da parte di specialisti e MMG, anche alla luce della chiusura del PT web-based AIFA avvenuto ad aprile 2022". Tuttavia - osserva Aifa, "ad oggi, il numero di adesioni da parte dei medici è ancora esiguo: la percentuale di ricette prescritte con PTE sul totale delle ricette prescritte è ancora inferiore al 5% in alcune regioni (Lombardia, PA Bolzano, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Puglia e Basilicata), sebbene a livello nazionale tale percentuale sia del 14,5%".
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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