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07 Giugno 2023

Cancro polmone, nuovo trattamento riduce del 50% rischio di decesso


Secondo uno studio clinico il nuovo trattamento osimertinib riduce del 50% il rischio di morte nei pazienti affetti da questa forma di cancro polmonare

Il cancro polmonare non a piccole cellule (Nsclc), rappresenta una sfida significativa nella pratica clinica, ma una nuova opzione terapeutica potrebbe portare una luce di speranza per i pazienti. Secondo uno studio clinico condotto su scala globale, il nuovo trattamento "osimertinib" ha dimostrato di ridurre del 50% il rischio di morte nei pazienti affetti da questa forma di cancro polmonare. Questa nuova terapia per il cancro al polmone con mutazione Egfr in stadio precoce ha raggiunto una sopravvivenza senza precedenti nella malattia con l'88% dei pazienti vivo a cinque anni.


Migliora sopravvivenza e previene la diffusione ad altri organi

Lo studio clinico ha coinvolto oltre 680 pazienti in fase precoce della malattia in diversi paesi e ha valutato l'effetto dell'osimertinib sulla sopravvivenza complessiva. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha assunto l'osimertinib quotidianamente, mentre l'altro ha assunto un placebo. I risultati sono stati sorprendenti: l'assunzione giornaliera del nuovo trattamento ha ridotto del 51% il rischio di morte rispetto al gruppo placebo. Inoltre, dopo cinque anni, l'88% dei pazienti trattati con osimertinib era ancora in vita, rispetto al 78% del gruppo placebo. I dati dello studio hanno dimostrato che l'osimertinib non solo migliora la sopravvivenza complessiva dei pazienti, ma previene anche la diffusione del cancro a organi vitali come il cervello, il fegato e le ossa. Questo è particolarmente significativo, considerando che il cancro polmonare non a piccole cellule è spesso associato a metastasi a distanza che compromettono la sopravvivenza a lungo termine.

Il professor Roy Herbst dell'Università di Yale, che ha presentato i risultati dello studio durante il congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) a Chicago, ha sottolineato l'importanza di identificare i pazienti con mutazioni dell'EGFR per garantire l'applicazione appropriata del trattamento. Ha anche evidenziato che, nonostante gli effetti collaterali come affaticamento, rossore della pelle e diarrea, l'osimertinib rappresenta un'opzione terapeutica promettente per i pazienti affetti da cancro polmonare non a piccole cellule.

Cristoforo Zervos

TAG: CARCINOMA DEL POLMONE NON A PICCOLE CELLULE, RICERCA, FARMACI ANTICANCRO

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