Enpaf, Corte dei conti: bene il bilancio 2019. Avanzo di 192 mln, crediti in aumento
La Relazione della Corte dei conti sulla gestione 2019 promuove l'Enpaf: chiusa con un avanzo pari a 192,11 milioni, in aumento su anno precedente
Nel 2019 i farmacisti iscritti all'Enpaf, Ente nazionale di previdenza e di assistenza, erano 96.829 unità, in aumento di 1.173 unità rispetto al 2018, l'ente ha erogato 24.945 trattamenti pensionistici, la gestione economica di 2019 si è chiusa con un avanzo pari a 192,11 milioni, in aumento rispetto all'esercizio precedente nel quale era stato pari a 109,94 milioni, senza "significativi profili di criticità". È il quadro tracciato dalla Relazione della Corte dei conti sulla gestione 2019 che promuove l'Enpaf a cui ribadisce l'esigenza di porre in essere iniziative per la "sollecita riscossione", vista la "rilevante consistenza dei crediti verso gli iscritti". Ecco quanto riportato nelle conclusioni del documento.
Crediti in aumento, la Corte: sollecitare la riscossione
Nel 2019, si legge nella Relazione, "sono stati erogati 24.945 trattamenti pensionistici, per un importo complessivo di 153,03 milioni, in lieve aumento rispetto all'esercizio precedente (nel quale erano, rispettivamente, 24.925 e 152,44 milioni)". Anche per l'anno in esame, l'Enpaf ha operato in convenzione con Emapi, per garantire "prestazioni assistenziali agli iscritti a fronte di un costo, a carico dell'Ente, che, nell'esercizio considerato, è stato pari a 5,7 milioni". La Corte ricorda che "a partire dal 2020, potranno accedere alle prestazioni integrative solo gli iscritti in regola con la contribuzione". Per quanto riguarda la gestione dell'ente, il personale "al 31 dicembre 2019 era pari a 82 unità, con riduzione di una unità, rispetto all'esercizio precedente. Nel 2019 gli oneri del personale sono stati pari ad euro 5.115.015, in aumento di 77.896 euro, rispetto all'esercizio precedente. Anche per il 2019, i risultati di gestione dell'Enpaf non evidenziano significativi profili di criticità. La gestione economica dell'esercizio 2019 si è chiusa con un avanzo pari a 192,11 milioni, in aumento rispetto all'esercizio precedente nel quale era stato pari a 109,94 milioni. L'incremento è dovuto, da un lato alla diminuzione dei costi e, dall'altro, all'incremento dei proventi finanziari da partecipazione".
Crediti in aumento, la Corte: sollecitare la riscossione
I crediti, prosegue la Relazione, "ammontano a 69,29 milioni, di cui 64,1 milioni relativi a "crediti verso iscritti e terzi contribuenti", da riferirsi, in prevalenza, a crediti da contribuzione soggettiva che, in crescente aumento nell'ultimo quinquennio, si attestano nel 2019 a 52,57 milioni e ai crediti nei confronti delle Asl inerenti al contributo dello 0,90% per cento, nel 2019 pari a 11,4 milioni". "Tenuto conto della rilevante consistenza dei crediti verso gli iscritti, si ribadisce, ancora una volta, l'esigenza che l'Ente ponga in essere ogni utile iniziativa ai fini della sollecita riscossione, anche precisando nella nota integrativa dei bilanci di ciascun esercizio quali siano state le iniziative intraprese e quali risultati abbiano conseguito". La gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare è stata pari a 14,8 milioni, in forte diminuzione rispetto al precedente esercizio. Anche il risultato riferito alla gestione previdenziale e assistenziale è diminuito rispetto all'esercizio precedente, attestandosi a 108,9 milioni, a fronte dei 116,3 milioni del 2018. La gestione reddituale ha determinato un flusso finanziario pari a 118,48 milioni. Il flusso finanziario mette in evidenza, rispetto al precedente esercizio, una maggiore attività di investimento in attività finanziarie non immobilizzate per 241,8 milioni. La liquidità a fine esercizio 2019 è risultata pari a 262,32 milioni, a fronte dei 262,37 milioni della liquidità di inizio esercizio. La gestione separata del contributo dello 0,15 per cento risulta dal rendiconto patrimoniale ed economico delle attività svolte per effetto di tale differente gestione e nel 2019 ha registrato un avanzo di esercizio di 197.363 euro, derivante dalla differenza tra ricavi (5.752.927 euro) e costi (5.555.564 euro). Per effetto dell'andamento economico dell'esercizio, il patrimonio netto della gestione autonoma è passato dai 4,45 milioni del 2018 ai 4,65 milioni del 2019.
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A cura di Redazione Farmacista33
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