Distribuzione farmaci, Aifa: costi Dpc troppo eterogenei, serve accordo nazionale
L'uso della distribuzione dei farmaci diretta o per conto è molto eterogeneo anche dal punto di vista dei costi: andrebbe armonizzato con un accordo nazionale
La distribuzione dei farmaci in modalità diretta o per conto ha un valore complessivo di oltre 8 miliardi di euro, il ricorso ai due canali è molto eterogeneo anche dal punto di vista dei costi: andrebbe armonizzato con un accordo nazionale per un servizio reso che è uguale in tutte le farmacie capillarmente diffuse sul territorio. Lo ha detto Francesco Trotta (Ufficio Monitoraggio della spesa farmaceutica e rapporti con le Regioni di Aifa, Agenzia del farmaco), audito in commissione Affari sociali della Camera nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla distribuzione diretta e sulla Dpc dei farmaci in Italia
Dpc vale circa 2,1 miliardi. Il 35% dei farmaci in entrambi i canali
"La distribuzione diretta e la distribuzione per conto - ha spiegato Trotta - ha un valore complessivo in termini economici di oltre 8 miliardi di euro, e presentano una diffusione eterogenea sul territorio. Ci sono regioni che hanno una distribuzione diretta molto "spinta", tra cui è evidenziata l'Emilia-Romagna, in cui arriva a un'incidenza del 90% sul totale". Per poterle confrontare, ha spiegato l'esperto dell'Aifa ci si deve concentrare "sulla diretta di fascia A che riguarda i farmaci per malattie croniche: su 6,6 miliardi, il valore della spesa per i pazienti cronici vale 4 miliardi. Dai nostri dati di spesa e di consumo dal 2018 al 2021 - ha proseguito Trotta - c'è un aumento da parte delle Regioni dell'utilizzo del canale Dpc e una diminuzione del ricorso alla diretta di classe A. I farmaci erogati in diretta di fascia A sono sostanzialmente anti-Hcv, per sclerosi multipla, per emofilia. Nella Distribuzione per conto che ha un valore di circa 2,1 miliardi troviamo farmaci anticoagulanti, antidiabetici, immunosoppressori e alcuni antitumorali. Poco più del 35% delle confezioni è dispensato in entrambi i canali e per alcuni farmaci emerge una sostanziale eterogeneità tra le regioni con prevalenze diverse in uno o l'altro canale".
Dalla diretta alla Dpc solo costi aggiuntivi del servizio
Tra aspetti della Dpc da approfondire, ha precisato Trotta, "il costo del servizio che appare fortemente eterogeneo tra le Regioni, aspetto che andrebbe corretto e armonizzato con un unico accordo nazionale, visto che il servizio reso è uguale in tutte le farmacie del territorio capillarmente diffuse". Un ulteriore approfondimento che è stato fatto con delle simulazioni: "Nel caso in cui si andasse a trasferire dalla diretta alla Dpc, si manterrebbero i vantaggi economici e gli sconti riservati a Ssn e si andrebbe ad aggiungere solo il costo del servizio. Mentre il trasferimento da Dpc alla convenzionata necessita di un approfondimento più specifico. Ci sarebbe un raddoppio dei costi che andrebbe affrontato con analisi più specifiche". La Commissione nell'indagine richiama anche una valutazione in termini di aderenza terapeutica: "Al momento - ha concluso l'esperto Aifa - non ci sono evidenze di una differente compliance alla terapia, rispetto alle due modalità di distribuzione, ma intendiamo condurre approfondimenti specifici per capire se la modalità di erogazione possa influenzare, in un modo o in un altro, l'aderenza al trattamento prescritto, ma è da approfondire se una canale può avere impatto positivo o negativo sull'aderenza".
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A cura di Redazione Farmacista33
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