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oncologia

09 Aprile 2024

Covid-19, in pazienti con tumori ematologici uso precoce di Paxlovid riduce carica virale

Il farmaco orale nirmatrelvir/ritonavir (Paxlovid) somministrato entro un giorno dalla diagnosi ha portato a una rapida riduzione della carica virale in pazienti con tumori ematologici

di Sabina Mastrangelo


Covid-19, in pazienti con tumori ematologici uso precoce di Paxlovid riduce carica virale

I pazienti con tumori ematologici e con infezione non grave da Covid-19 trattati con la combinazione nirmatrelvir/ritonavir (Paxlovid) hanno una rapida riduzione della carica virale e una più breve diffusione del virus nell’organismo. È quanto ha evidenziato una ricerca pubblicata su Influenza and Other Respiratory Viruses e guidata da Tommaso Francesco Aiello dell’Università di Barcellona, in Spagna, che ha confrontato le caratteristiche cliniche, la carica virale e gli outcomes nei pazienti con infezione da variante Omicron e diversi tipi di tumore del sangue.

Le infezioni da Covid-19 nei pazienti con neoplasie ematologiche
I pazienti affetti da tumori del sangue, indipendentemente che abbiano ricevuto o meno un trapianto di cellule staminali, sono stati colpiti in modo significativo dal Covid-19. Le terapie che ricevono, infatti, comportano una compromissione del sistema immunitario che porta, a sua volta, a una incapacità di produrre risposte sufficienti come conseguenza della vaccinazione Covid-19.
La risposta immunitaria subottimale alle vaccinazioni contro il Covid-19 porta, così, sia a manifestare una malattia più grave e prolungata che a ritardare la gestione delle malattie ematologiche pregresse.

Lo studio spagnolo
Aielli e colleghi hanno arruolato 83 pazienti adulti, di cui il 39,8% over 65, con tumori ematologici ad alto rischio cui era stato precocemente diagnosticato Covid-19 e che hanno ricevuto un trattamento antiretrovirale. Inoltre, tutti i pazienti inclusi non erano in corso di terapia con ossigeno. Tra le forme di tumore ematologiche vi erano la leucemia acuta, il linfoma, il mieloma multiplo, la leucemia linfocitica cronica, la sindrome mielodisplastica e mielofibrosi.
Tra i pazienti coinvolti, inoltre, il 94% aveva ricevuto un vaccino contro il Covid-19, mentre il 18,1% aveva avuto una precedente diagnosi di infezione virale.

Le evidenze emerse
Il 90,4% dei partecipanti aveva sintomi quali febbre, tosse, faringite e rinorrea e circa la metà è stata trattata con nirmatrelvir/ritonavir entro un giorno dalla diagnosi, mentre l’altra metà ha ricevuto remdesivir, entro uno o due giorni dalla diagnosi. Dall’analisi dei risultati è emerso che la diffusione virale media è stata di 11 giorni dopo trattamento con nirmatrelvir/ritonavir contro 18 giorni dopo terapia con remdesivir. Inoltre, il valore Ct medio, che è inversamente correlato alla carica virale ed è rappresentato dal numero di cicli necessari a rilevare la carica virale, è stato di 33 con nirmatrelvir/ritonavir rispetto a 26 con remdesvir, dopo 5 giorni di trattamento.

Aiello T. F. et al., Real-life comparison of antivirals for SARS-CoV-2 omicron infection in patients with hematologic malignancies. Influenza Other Respir Viruses (2024); 18(3):e13264

TAG: COVID-19, EMATOLOGIA, PAXLOVID, TUMORE

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