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11 Giugno 2024

Nausea e vomito in gravidanza, Studio PURITY: sintomi nel 66% dei casi. Da gestire con approccio e terapie adeguati

La nausea e il vomito colpiscono il 66% delle donne in gravidanza in Italia; solo il 25% delle donne con nausea e vomito ha ricevuto un trattamento per contrastare i sintomi, con impatto su salute e qualità della vita

di Simona Zazzetta


Nausea e vomito in gravidanza, Studio PURITY: sintomi nel 66% dei casi. Da gestire con approccio e terapie adeguati

Nausea e vomito durante i primi mesi di gravidanza (NVP) accompagnano il 66% delle donne italiane incinta, il 34% in forma lieve, il 62% in forma moderata e il 4% in una forma grave nota come iperemesi gravidica, condizione patologica che può richiedere il ricovero e comportare rischi significativi per donna e bambino. Solo nel 25% dei casi viene prescritto un trattamento per la NVP. I dati emergono dallo Studio PURITY, studio multicentrico che ha approfondito la prevalenza di NVP nelle donne italiane, l’impatto sulla qualità di vita, sull’attività lavorativa e sulla vita personale di un ampio campione rappresentativo delle gestanti italiane. I risultati sono stati presentati in una conferenza stampa organizzata con il supporto di Italfarmaco che ha promosso l’indagine.

Disturbi sottovalutati e sottotrattati
Questi disturbi sono sempre stati considerati tipici delle prime fasi della gravidanza e destinati a scomparire con l'avanzare della gestazione, quindi spesso sottovalutati e sottotrattati, ma studi recenti dimostrano che la NVP può persistere oltre il primo trimestre. “Nella maggior parte dei casi la NVP si manifesta in maniera moderata, anche se la durata dei sintomi può superare il primo trimestre di gravidanza. Sebbene il disturbo più frequente sia la nausea, vi è un'alta percentuale, circa il 37% dei casi, in cui alla nausea si associa anche il vomito – commenta Romolo Di Iorio, Professore Associato di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Roma Sapienza. – In una casistica più rara, circa il 4%, ritroviamo inoltre donne incinta in cui la NVP può peggiorare e diventare iperemesi gravidica, una condizione patologica che può portare anche al ricovero e che nei casi più gravi comporta rischi significativi sia per la donna che per il bambino”.
Lo Studio PURITY ha coinvolto un campione omogeneo di 528 pazienti gravide afferenti a tre strutture ospedaliere italiane: l’Ospedale dei Bambini "Vittore Buzzi" di Milano, il Presidio Ospedaliero SS. Annunziata di Chieti e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli. Alle donne coinvolte è stato somministrato un questionario in due fasi: nella prima, tra la diciottesima e la ventiduesima settimana di gravidanza, si valutava la prevalenza e la gravità della NVP, l’insorgenza e la durata dei sintomi, il loro trattamento e l’impatto sulla qualità della vita; la seconda fase, entro 14 giorni dopo il parto, ha esaminato invece la correlazione tra i sintomi della NVP in gravidanza e gli esiti neonatali, nonché lo stato di salute post-parto delle donne.

Terapie per NPV: appropriatezza  ed efficacia
L’obiettivo dello studio spiega Irene Cetin, Professore Ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell'Università degli Studi di Milano e Direttore dell’Ostetricia del Policlinico di Milano, è “non solo esaminare la gravità del disturbo e le possibili terapie, ma anche gli aspetti legati alla qualità di vita della gestante”. E aggiunge: “Abbiamo inserito domande specifiche che hanno evidenziato come le donne richiedano una maggiore attenzione al problema, che in quanto tale deve essere riconosciuto e curato”.
Lo studio ha evidenziato che la NVP colpisce il 66% delle donne italiane. In alcuni casi la NVP può portare le donne a star male al punto di essere obbligarle a smettere di lavorare o, in casi estremi, a pensare di interrompere la gravidanza; questo porta il fenomeno a essere considerato di grande impatto anche nell’opinione pubblica, che invece lo ha sempre sottovalutato e associato a una condizione quasi normale della gravidanza. Inoltre, sulla base di una scala, utilizzata a livello internazionale, che ha valutato la gravità del disturbo (PUQE - Pregnancy-Unique Quantification of Emesis and Nausea), è emerso che 348 donne su 528 hanno sofferto di nausea e vomito in gravidanza nelle prime 22 settimane. Nello specifico i sintomi si sono presentati in forma lieve in 118 donne pari al 34% dei casi, moderata in 217 donne pari al 62% e grave in 13 donne pari al 4%. L’indagine evidenzia che solo il 25% delle donne coinvolte ha ricevuto un trattamento (farmacologico o non farmacologico) per contrastare i sintomi. Tra queste, la maggior parte delle intervistate, pari al 67,7%, ha dichiarato di aver utilizzato l’associazione di Doxilamina 10 mg e Piridossina 10 mg.

“Oltre a questi dati, uno dei risultati più importanti e statisticamente significativi raccolti nella seconda fase dello studio è stato quello riferito al tempo gestazionale – sottolinea Cetin, - infatti le donne che presentano nausea e vomito in gravidanza hanno avuto in media un tempo gestazionale più corto; quindi, hanno avuto un parto pretermine, in quanto non sono arrivate alla quarantesima settimana”.

La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), in linea con lo studio PURITY, ha avviato lo studio PURITY-Extended: studio prospettico osservazionale multicentrico su 1.300 gestanti mira a determinare l'evoluzione della NVP durante i tre trimestri di gravidanza, prendendo in considerazione anche le differenze geografiche e socioeconomiche.  “La SIGO ha ritenuto necessario colmare un vuoto esistente nella letteratura scientifica italiana avviando lo studio PURITY-Extended – commenta Nicola Colacurci, Già Professore Ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli e Past President di SIGO, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia – Attualmente, infatti, l’impatto di nausea e vomito in gravidanza risulta essere ancora sottostimato, sia perché le donne potrebbero evidenziare la presenza di tale problematica solo quando i disturbi impattano negativamente sulla qualità della loro vita, sia per la modalità di ricerca dei disturbi da parte dei ginecologi. Ad oggi abbiamo intervistato oltre 500 donne gravide e prevediamo di avere i primi dati dello studio nel mese di ottobre”.

“Italfarmaco è orgogliosa di sostenere lo Studio PURITY - dichiara Mario Mangrella, Direttore Medico Scientifico e degli Affari Regolatori di Italfarmaco. - La nausea e il vomito in gravidanza (NVP) possono compromettere gravemente l’alimentazione materna e l’introito di componenti, quali vitamine e oligoelementi, essenziali per il corretto progresso della gestazione e per la salute e la crescita del bambino. Anche per questo è particolarmente importante identificare precocemente la NVP e saperla gestire con i trattamenti appropriati. Siamo perciò particolarmente orgogliosi di aver introdotto in Italia l’associazione precostituita di Doxilamina 10 mg e Piridossina 10 mg, il primo trattamento farmacologico specificamente sviluppato e autorizzato per curare la nausea e il vomito in gravidanza, NVP” conclude Mangrella.

TAG: DONNE IN GRAVIDANZA, FARMACI IN GRAVIDANZA, NAUSEA

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