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12 Marzo 2025La rinosinusite cronica con poliposi nasale è una patologia infiammatoria complessa caratterizzata da una sintomatologia persistente, che ha un significativo impatto negativo sulla qualità della vita. Tezepelumab riduce la dimensione dei polipi e della congestione nasale

L'impiego di tezepelumab ha mostrato una significativa riduzione della gravità dei polipi nasali, del ricorso alla chirurgia e dell'uso di corticosteroidi sistemici rispetto al placebo. Questi risultati emergono dallo Studio Waypoint di fase 3, pubblicato sul New England Journal of Medicine e presentato al congresso dell'American Academy of Allergy Asthma & Immunology (Aaaai) a San Diego. L'efficacia del farmaco e il ruolo cruciale dell'epitelio nelle modifiche strutturali legate alle patologie respiratorie sono stati discussi anche durante una conferenza stampa a Milano.
La rinosinusite cronica con poliposi nasale è una patologia infiammatoria complessa che colpisce circa il 4% della popolazione generale, caratterizzata da una sintomatologia persistente, che ha un significativo impatto negativo sulla qualità della vita del paziente, non solo dal punto di vista fisico ma anche a livello sociale e psicologico.
È caratterizzata da un’infiammazione persistente naso sinusale associata a rimodellamento strutturale della mucosa caratterizzato dalla formazione di polipi nasali. I polipi e l’infiammazione determinano ostruzione nasale e sensazione di congestione/blocco del flusso aereo nasale, difficoltà nella percezione degli odori, abbondanti secrezioni mucose, algie cranio facciali lievi e disturbi del sonno.
“I pazienti con forma severa di poliposi nasale – ha spiegato Eugenio De Corso, Membro della commissione EUFOREA per il trattamento della rinosinusite cronica con poliposi nasale – sono a rischio di non raggiungere un adeguato controllo dei sintomi nel tempo nonostante i ripetuti interventi chirurgici ripetuti e i cicli di corticosteroidi sistemici che possono esporre il paziente a gravi effetti collaterali in caso di uso eccessivo e prolungato nel tempo. I risultati dello studio WAYPOINT, disegnato per valutare l’efficacia e la sicurezza di tezepelumab nel trattamento di pazienti adulti con rinosinusite cronica con poliposi nasale rispetto al placebo, sono clinicamente significativi e dimostrano come tezepelumab possa ridurre in maniera significativa la dimensione dei polipi e della congestione nasale e il burden associato ai polipi nasali per i pazienti, riducendo rispettivamente del 98% la necessità di ricorrere a un intervento chirurgico e dell’88% dell’assunzione di corticosteroidi sistemici.I risultati dello Studio WAYPOINT hanno ulteriormente dimostrato l’efficacia di tezepelumab nel controllare i processi infiammatori responsabili della patologia, grazie al proprio meccanismo di azione in grado di inibire l’azione del TSLP, citochina chiave nell’innesco della cascata infiammatoria. Questi dati, che dimostrano la capacità di questo anticorpo monoclonale di agire sull’epitelio, rappresentano un’importante notizia per la comunità clinica e per i pazienti, dimostrando come tezepelumab potrà rappresentare una importante opzione terapeutica per il trattamento di questa patologia migliorando significativamente la qualità della vita di chi ne è affetto e abbia il potenziale di trasformare il trattamento dei pazienti con patologie respiratorie di origine epiteliale”.
Attualmente, tezepelumab è approvato per il trattamento dell'asma grave negli Stati Uniti, nell'Unione Europea, in Giappone e in circa 60 Paesi a livello globale. Il farmaco è disponibile per la somministrazione tramite siringa pre-riempita monouso e dispositivo auto-iniettore per l'auto-somministrazione in USA e UE.
Tezepelumab è un anticorpo monoclonale, rimborsato in Italia per il trattamento dell'asma grave non controllato. Il suo meccanismo d'azione prevede l'inibizione del legame tra la linfopoietina timica stromale (TSLP), una citochina pro-infiammatoria rilasciata dall'epitelio bronchiale danneggiato, e il relativo recettore. È l'unico farmaco biologico anti-TSLP attualmente disponibile, capace di agire direttamente sull'epitelio delle vie respiratorie, una barriera chiave per l'immunità. Il danneggiamento di questa barriera è alla base dell'insorgenza di malattie infiammatorie croniche che colpiscono le vie aeree superiori e inferiori.
"Negli ultimi anni, si è assistito a una rivoluzione nella comprensione del ruolo dell'epitelio nella patogenesi di alcune malattie respiratorie", ha spiegato Walter Canonica, Professore e Senior Consultant presso il Centro di Medicina Personalizzata Asma e Allergie di Humanitas University e l'Istituto Clinico e di Ricerca IRCCS Milano. "L'epitelio delle vie respiratorie svolge una funzione immunitaria cruciale: quando danneggiato, può favorire lo sviluppo di patologie infiammatorie croniche come l'asma e la rinosinusite cronica con poliposi nasale”.
Canonica ha inoltre evidenziato la stretta connessione tra asma grave e rinosinusite cronica con poliposi nasale: "In Italia, circa 300.000 persone soffrono di asma grave, e tra queste, il 40% presenta anche poliposi nasale. I pazienti che convivono con entrambe le patologie tendono a manifestare sintomi più gravi, infiammazione estesa e compromissione della funzione polmonare, con un conseguente aumento del rischio di riacutizzazioni e dell'uso di corticosteroidi sistemici. Tezepelumab, agendo sulla TSLP a livello epiteliale, offre una risposta innovativa non solo per l'asma grave ma anche per la rinosinusite cronica con poliposi nasale, come confermato dai dati dello Studio Waypoint”.
"AstraZeneca è fortemente impegnata nella ricerca sui meccanismi biologici alla base delle patologie infiammatorie delle vie aeree, con un'attenzione particolare al ruolo dell'epitelio", ha dichiarato Raffaela Fede, Direttore Medico di AstraZeneca Italia. "Siamo orgogliosi dei risultati dello Studio Waypoint, che confermano l'efficacia di tezepelumab nel trasformare l'approccio terapeutico ai disturbi infiammatori di tipo epiteliale. Il farmaco, primo inibitore TSLP approvato in Italia per l'asma grave, rappresenta una nuova prospettiva terapeutica anche per la rinosinusite cronica con poliposi nasale. Con questa nuova indicazione, puntiamo a offrire un'opzione efficace per una patologia complessa che colpisce circa il 40% dei pazienti con asma grave. Questi dati rafforzano il nostro impegno nella ricerca respiratoria, con l'obiettivo di intervenire sui meccanismi patologici alla base della malattia e promuovere un approccio di medicina di precisione."
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