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26 Giugno 2026

Farmaci Glp-1, possibile aumento del rischio di alterazioni di olfatto e gusto

Uno studio di coorte ha rilevato un'associazione tra l'uso degli agonisti del recettore del GLP-1 e un aumento del rischio di nuovi disturbi dell'olfatto e del gusto. Il rischio assoluto, dicono gli autori, resta basso e sono necessari ulteriori studi per confermare il nesso causale.

di Redazione Farmacista33


Farmaci Glp-1, possibile aumento del rischio di alterazioni di olfatto e gusto

L'impiego degli agonisti del recettore del GLP-1 continua ad ampliarsi, sia nel trattamento del diabete di tipo 2 sia nella gestione dell'obesità. Parallelamente alle conferme sui benefici metabolici e cardiovascolari, cresce anche l'attenzione verso possibili effetti indesiderati meno noti. Tra questi, una nuova ricerca pubblicata su JAMA Otolaryngology – Head & Neck Surgery suggerisce una possibile associazione tra questi farmaci e un aumento del rischio di alterazioni dell'olfatto e del gusto.

Aumentato il rischio di disturbi dell'olfatto e del gusto

Lo studio retrospettivo multicentrico ha utilizzato i dati della banca dati internazionale TriNetX Global Collaborative Network, analizzando le cartelle cliniche elettroniche raccolte tra il 5 dicembre 2017 e il 20 aprile 2026.
I ricercatori hanno confrontato due coorti di pazienti adulti con diabete di tipo 2 privi, al momento dell'inclusione, di precedenti disturbi dell'olfatto o del gusto. Dopo il propensity score matching, ciascun gruppo comprendeva 438.474 pazienti: uno trattato con agonisti del recettore del GLP-1 e uno trattato con altre terapie antidiabetiche senza esposizione ai GLP-1. L'età media era di circa 58 anni e il follow-up si è esteso fino a due anni dall'inizio della terapia.

L'analisi ha evidenziato che i pazienti trattati con agonisti del GLP-1 presentavano un rischio significativamente più elevato di sviluppare nuovi disturbi sensoriali rispetto ai controlli. Analizzando separatamente i due tipi di disturbo, il rischio è risultato ancora più marcato per l'olfatto, con un hazard ratio di 1,81 (IC 95% 1,58-2,07), mentre per le alterazioni del gusto l'hazard ratio è stato pari a 1,52 (IC 95% 1,35-1,71).
I disturbi considerati comprendevano anosmia (perdita totale o parziale dell'olfatto), parosmia (percezione alterata degli odori) e parageusia (alterazione della percezione del gusto). L'aumento dell'incidenza è rimasto costante durante tutto il periodo di osservazione, da tre mesi fino a due anni dall'avvio della terapia.

Possibili meccanismi ancora da chiarire

Nelle conclusioni dell'abstract gli autori scrivono che "questa ricerca suggerisce che la terapia con agonisti del recettore del GLP-1 è associata a un rischio più elevato di alterazioni dell'olfatto e del gusto, evidenziando la necessità di un monitoraggio più attento e di una maggiore consapevolezza in sanità pubblica". Gli stessi ricercatori sottolineano però che "saranno necessarie ulteriori ricerche per convalidare questi risultati e approfondire i meccanismi alla base di questa associazione".
Secondo gli autori, il coinvolgimento potrebbe interessare sia i recettori sensoriali periferici sia le vie neurali centrali deputate all'elaborazione degli stimoli olfattivi e gustativi, un'ipotesi che risulta coerente con quanto già osservato in due precedenti studi retrospettivi.

Il rischio assoluto rimane basso

Pur avendo osservato un incremento relativo del rischio, i ricercatori invitano a interpretare i risultati con cautela.
"Sebbene sia stato osservato un aumento del rischio del 38% di questi disturbi, il rischio assoluto è rimasto basso", precisano gli autori. Per questo motivo raccomandano che, nei pazienti che riferiscono alterazioni dell'olfatto o del gusto durante la terapia con agonisti del GLP-1, il medico segua il normale percorso diagnostico e "non attribuisca prematuramente i sintomi all'uso degli agonisti del recettore del GLP-1". Le eventuali alterazioni, aggiungono, dovrebbero essere valutate "quando appropriato, mediante misure oggettive validate".

Lo studio, di natura osservazionale, non dimostra quindi un rapporto di causalità, ma individua un'associazione che merita ulteriori approfondimenti e che potrebbe contribuire a migliorare il monitoraggio clinico dei pazienti trattati con questa classe di farmaci.

Fonte:

JAMA Otolaryngol Head Neck SurgPublished Online: June 25, 2026 doi: 10.1001/jamaoto.2026.1498
https://jamanetwork.com/journals/jamaotolaryngology/article-abstract/2850571 

ph.cr.magnific

TAG: GLP-1, FARMACI CONTRO L'OBESITà, DIABETE

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