oncologia
30 Giugno 2026Diversi studi presentati al congresso dell’American Society of Clinical Oncology suggeriscono una possibile associazione tra l’uso dei farmaci agonisti del GLP-1 e una riduzione del rischio di sviluppare alcuni tumori, della progressione di malattia e della mortalità.

Una serie di studi presentati al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) ha evidenziato una possibile associazione tra l’impiego dei farmaci agonisti GLP-1 e risultati oncologici favorevoli in diverse tipologie di tumore. Le analisi, condotte su ampie banche dati cliniche e studi osservazionali, hanno rilevato una minore incidenza di alcuni tumori, una riduzione del rischio di progressione verso la malattia metastatica e una maggiore sopravvivenza nei pazienti in terapia con questi farmaci rispetto a quelli che non li utilizzavano.
Particolarmente rilevante è uno studio condotto su circa 110.000 donne, secondo il quale l’uso dei farmaci agonisti del GLP-1 è risultato associato a una riduzione fino al 35% del rischio di sviluppare un tumore della mammella. Da sottolineare anche uno studio su oltre 12.000 pazienti che ha osservato una minore probabilità di progressione verso la malattia metastatica nei tumori del polmone, della mammella, del colon-retto e del fegato. Altri lavori hanno evidenziato possibili benefici anche nei tumori dell’endometrio, della vescica e della prostata. Alcune analisi hanno inoltre suggerito una migliore sopravvivenza nei pazienti trattati con immunoterapia che assumevano contemporaneamente farmaci agonisti del GLP-1. Gli autori sottolineano tuttavia che i dati disponibili derivano quasi esclusivamente da studi osservazionali e non consentono di dimostrare un rapporto di causa-effetto. Saranno quindi necessari studi clinici randomizzati per confermare un eventuale ruolo di questi farmaci nella prevenzione o nel trattamento dei tumori.
Fonte:
ph.cr.magnific
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