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Galenica

12 Settembre 2024

Asma e broncospasmo, una formulazione galenica di teofillina in pasta per uso veterinario

La teofillina è un farmaco broncodilatatore che può essere utilizzato per trattare l’asma e il broncospasmo sia negli esseri umani che negli animali

di Luca Guizzon (Farmacista clinico esperto in fitoterapia e galenica)


Galenica Asma broncospasmo teofillina pasta

La teofillina è un farmaco broncodilatatore che viene impiegato per il trattamento dell’asma e del broncospasmo. Nota anche con il nome di dimetilxantina, viene impiegata sia in ambito umano che veterinario.

In natura la teofillina si trova nelle foglie di Camellia sinensis (C. Thea), ovvero la pianta del tè. L’azione broncodilatatrice della teofillina sottostà al rilassamento della muscolatura liscia. Inoltre, il farmaco stimola il miocardio e il sistema nervoso centrale, riduce le resistenze periferiche e la pressione venosa, causa diuresi e provoca un aumento delle concentrazioni plasmatiche di acidi grassi liberi. 

Il suo effetto è rivolto contro la broncocostrizione indotta da sforzo, allergeni, istamina e adenosina. Vi sono varie ipotesi circa il suo esatto meccanismo d’azione: uno di questi prevede la inibizione della fosfodiesterasi e il conseguente aumento intracellulare di AMPc, un altro l’alterazione nella traslocazione intracellulare di ioni calcio. È vero però che le concentrazioni richieste perché si manifestino le azioni sopra citate sono in genere superiori a quelle normalmente impiegate per ottenere effetti clinici. 

Alle concentrazioni terapeutiche, invece, il farmaco causa rilascio di catecolamine endogene dalla midollare del surrene.

Sicuramente, la teofillina causa vasodilatazione polmonare, stimolazione della clearance mucociliare e inibizione del rilascio dei mediatori dalle mast-cellule; queste azioni sono di beneficio nella terapia dell'asma.

Utilizzo in veterinaria

La teofillina in medicina veterinaria viene utilizzata come broncodilatatore per il trattamento dell’asma e del broncospasmo in generale. Fin dagli anni ‘80 sono stati effettuati diversi studi per valutare la biodisponibilità e la cinetica della teofillina, in particolare nel cavallo. Solo più recentemente si sono estesi questi studi anche ad altre specie come cane e gatto.
Al variare dell’animale da trattare varia il dosaggio consigliato: 5mg/Kg per gli equini ogni 12 ore, 10mg/kg per i canidi fino a 15mg/kg per i felini. Anche in ambito veterinario, viene indicata negli stati broncospastici reversibili associati a bronchite acuta, bronchite cronica, bronchite cronica ostruttiva (Copd), enfisema polmonare, enfisema polmonare cronico e sintomi a essi correlati: tosse, dispnea e facile affaticamento. 

Dopo la prima somministrazione, il principio attivo raggiunge la massima concentrazione plasmatica alla quarta/quinta ora per poi decrescere e non essere più evidenziabile nel sangue dopo 72 ore. Infatti, la teofillina viene assorbita rapidamente e completamente quando viene somministrata sotto forma di preparazioni liquide, capsule e compresse non rivestite. La velocità dell’assorbimento, ma in genere non l’entità dell’assorbimento, viene diminuita dalla presenza di cibo che può inoltre influenzare la clearance della teofillina. Sembra comunque che siano importanti la composizione e il contenuto liquido del cibo: infatti, dopo un pasto ricco di grassi si può assistere a un rapido aumento della velocità e dell'entità dell'assorbimento del farmaco (dose-dumping). Una dieta ricca in proteine e povera in zuccheri aumenta invece la clearance della teofillina e viceversa. 

In seguito alla ingestione di preparazioni liquide, capsule, compresse non rivestite si raggiungono concentrazioni plasmatiche massime in 1-2 ore. Secondo alcuni autori esistono delle variazioni diurne nell’assorbimento del farmaco; infatti, quando questo viene somministrato la mattina, si raggiungono più velocemente concentrazioni plasmatiche più elevate rispetto a quando una dose simile viene somministrata la notte. Si pensa che la variazione circadiana nella farmacocinetica della teofillina sia da ricondursi a un più lento assorbimento del farmaco durante la notte, dato che non è stata osservata nessuna variazione diurna della clearance metabolica. La teofillina è presente in commercio in forme farmaceutiche orali che possono essere somministrate ogni 4-6 ore; sono inoltre disponibili numerose preparazioni a rilascio controllato somministrabili 1-2 volte al giorno. 

In commercio sono disponibili forme a rilascio prolungato, quando queste non siano disponibili o quando l’animale da trattare richieda dosaggi differenti, si può pensare di applicare una preparazione galenica.
Nel caso della somministrazione a cani o gatti la forma farmaceutica potrà essere una capsula o pasta appetibile, mentre nel cavallo si potrà optare per capsule o polveri a seconda della quantità di attivo richiesta.

Esempio formulativo

Materiali: mortaio, pestello, bilancia, 

Teofillina 10mg/ml

Pasta appetibile qb a 30ml

La teofillina è un principio attivo amaro, poco solubile in acqua o alcool. Umettare quindi la teofillina con glicerina o altro cosolvente, quindi addizionare in progressione geometrica la pasta appetibile. Confezionare quindi in contenitore che consenta un dosaggio quanto più preciso possibile della quantità di pasta somministrata.

Infatti, la teofillina si caratterizza per avere un basso indice terapeutico, quindi, come nel caso di molti altri farmaci per l'asma, il suo uso deve essere attentamente monitorato per evitare la tossicità.

Effetti collaterali

Il farmaco può causare nausea e talvolta diarrea, palpitazioni e tachicardia, tachiaritmie e fibrillazione atriale, sincope. Altri effetti collaterali a carico del sistema nervoso sono tremori, insonnia, irritabilità, convulsioni ma anche ansia, agitazione, sono altri effetti indesiderati segnalati in letteratura.
In molti casi di tossicità si possono verificare convulsioni o gravi aritmie che vanno considerate come un'emergenza neurologica. 
Il farmaco, inoltre, può raggiungere livelli tossici se assunto con pasti grassi. Questo effetto è stato definito "dose dumping". La tossicità da teofillina può essere trattata con i farmaci beta-bloccanti.

TAG: ASMA, GALENICA VETERINARIA, GALENICA

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