Covid-19, Regno Unito: ospedali e farmacie si organizzano per l’emergenza
Dopo un iniziale approccio soft all'emergenza Coronavirus, il governo britannico è passato a una linea di condotta più simile a quella di altri Paesi. Come si organizzeranno le farmacie
Dall'iniziale approccio soft all'emergenza Coronavirus, il governo britannico è passato repentinamente a una linea di condotta più simile a quella di altri Paesi europei. Pur mantenendo un pragmatismo tutto inglese: in un'audizione parlamentare Patrick Vallance, consigliere scientifico del premier Boris Johnson, ha affermato che sarebbe già un successo limitare il numero dei morti da Covid-19 a 20.000 entro i confini del Regno Unito.
Governo Uk attiva misure analoghe ad altri paesi europei
«Il governo britannico ha cambiato completamente atteggiamento - spiega a Farmacista33 Andrea Manfrin docente di Pharmacy Practice presso la School of Pharmacy and Biomedical Sciences della University of Central Lancashire e coordinatore di ricerche su modelli sperimentali di pharmacuetical care nelle farmacie italiane, in collaborazione con la Fofi -. Il cambio è stato suggerito dagli esperti dell'Imperial College di Londra, i quali, utilizzando i dati degli altri Paesi hanno implementato i modelli previsionali. Con la conseguenza che ora anche in Uk si sta mettendo mano a misure analoghe a quelle in vigore nel continente». Ancora oggi sul Times Simon Stevens, capo del National health service, mette in guardia i suoi connazionali: «Nessun servizio sanitario al mondo sarebbe all'altezza della situazione se il virus dovesse prendere il sopravvento». Di qui l'invito a rispettare le norme sul social distancing varate dal governo ma anche l'annuncio, senza mezzi termini, che gli ospedali pubblici d'ora in poi saranno focalizzati quasi esclusivamente sull'emergenza in corso. «In effetti», conferma Manfrin, «ritengo che sarà una prova molto difficile per l'Nhs, se si delineerà una situazione simile a quella che si è sviluppata in Italia. Allo stesso tempo non condivido affatto l'allarmismo evocato da alcune recenti inchieste giornalistiche secondo le quali già ora, ante Coronavirus, la sanità pubblica britannica è al collasso. L'Nhs è sicuramente sotto una notevolissima pressione, ma tutte le volte che io e la mia famiglia abbiamo avuto la necessità di fare ricorso alla sanità pubblica per questioni importanti abbiamo avuto una risposta pronta e adeguata».
Urgenti gli investimenti su farmacie "pericolanti"
Preoccupazioni anche sul fronte delle farmacie di comunità. Manfrin cita le dichiarazioni, riportate dal Pharmaceutical Journal, di Simon Dukes, Ceo del Pharmaceutical services negotiating committee, organo di rappresentanza delle farmacie britanniche convenzionate con il National health service: «Molte di esse già in precedenza in crisi finanziaria sono ora sull'orlo del collasso, a causa dell'incremento dei prezzi dei farmaci e delle carenze di personale». La richiesta è quella di urgenti investimenti da parte del governo, a sostegno in particolare delle farmacie "pericolanti", ma, più in generale, a tutela della sicurezza e dell'efficienza dei professionisti dietro il banco.
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A cura di Redazione Farmacista33
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