Test sierologici, in Lazio farmacisti inclusi nella campagna per operatori sanitari
di Lara Figini
La Regione Lazio ha avviato la campagna dei test sierologici su operatori sanitari, medici e farmacisti per la ricerca nel sangue degli anticorpi prodotti dal sistema immunitario contro il Covid-19
La Regione Lazio ha avviato la campagna dei test sierologici per la ricerca nel sangue degli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta al Covid-19, su operatori sanitari, medici di famiglia, pediatri di libera scelta e farmacisti, Forze dell'Ordine (Guardia di finanza, Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del fuoco, Esercito-Strade sicure, Guardia costiera, Polizia penitenziaria), ospiti e dipendenti delle Rsa. Lo aveva annunciato la Regione sottolineando che tutti i dati verranno raccolti e archiviati, con il consenso informato dei soggetti, per valutare la circolazione dell'epidemia sul territorio. L'indagine sarà condotta da tutte le strutture del Servizio sanitario regionale coordinata e monitorata dallo Spallanzani con il supporto del Seresmi (Servizio regionale sorveglianza malattie infettive). L'indagine verrà svolta in prevalenza tramite prelievo venoso per la rilevazione degli anticorpi specifici di Sars-Cov 2 su siero e in particolari contesti, come gli istituti penitenziari o di comunità, verrà svolta attraverso l'impiego delle apparecchiature Poct con prelievo di sangue capillare.
Appelli sono stati accolti: più sicurezza per farmacisti e utenti
Il test è rivolto ai soggetti maggiormente esposti nella battaglia contro il Covid-19 e l'inclusione dei farmacisti nella platea di operatori sanitari, è stata accolta con favore dalla categoria: il presidente dell'Ordine provinciale di Frosinone Riccardo Mastrangeli sottolinea come finalmente siano stati accolti «gli accorati e reiterati appelli». Sulla stampa locale ha dichiarato: «L'avvio dei test è uno strumento di prevenzione fondamentale in questa fase così complessa, soprattutto per le categorie di lavoratori più esposti, tra i quali i Farmacisti di comunità. Duole ricordare che i farmacisti hanno pagato e continuano a pagare un tributo molto alto in termini di vite perse e sofferenze, a causa dalla diffusione dell'infezione da Covid-19. Con l'avvio degli screening sierologici - ha aggiunto Mastrangeli - finalmente potremo contare su una decisiva arma di contrasto al coronavirus, specie in questa seconda fase, permettendo così di avere maggiore serenità, ai colleghi ed ai loro familiari e, a tutti i pazienti, di accedere nelle farmacie con maggiore sicurezza»
Per cittadini è a pagamento. Per esito positivo richiesta di tampone con ricetta elettronica
In regione anche i cittadini possono sottoporsi a un test di propria iniziativa, ma gli esami sierologici, al contrario dei tamponi, non sono a carico del Sistema sanitario, quindi può essere effettuato a pagamento nei laboratori privati accreditati o autorizzati dalla Regione Lazio. Il costo del test varia a seconda della tipologia: quello base comunque si aggira tra i 35 e i 50 euro, ma gli esami più approfonditi possono arrivare anche a 70 euro. Prima di recarsi nei laboratori per il prelievo, bisogna munirsi di ricetta bianca dal proprio medico di famiglia. In caso di test sierologico è positivo, il cittadino deve informare subito il proprio medico di famiglia il quale provvederà a prescrivere, con una ricetta dematerializzata, quindi in regime di esenzione, il tampone naso/faringeo.
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A cura di Redazione Farmacista33
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