Test sierologici in farmacia, Gaudioso (Cittadinanzattiva): bene usare competenza e capillarità. Laboratori: noi esclusi
La possibilità di accedere ai test sierologici attraverso le farmacie ha incontrato il plauso dei pazienti. Insoddisfatti invece i laboratori di analisi: "siamo stati esclusi"
La possibilità di accedere ai test sierologici per il coronavirus attraverso le farmacie ha incontrato il plauso dei pazienti che possono usufruire delle "competenze professionali dei farmacisti e la capillarità territoriale delle farmacie" ma la delusione dei laboratori di analisi che chiedono al ministro Speranza perché le loro "strutture deputate a eseguire questi esami" sono rimaste escluse.
Cittadinanzattiva: no a sprechi di tempo e di energie
Queste le prime reazioni al risultato proficuo dell'incontro tra il ministero e le rappresentanze di farmacisti e farmacie. In un post su facebook Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, scrive: "Se abbiamo imparato qualcosa dall'emergenza covid è che vanno usati al meglio i talenti che abbiamo a disposizione nel servizio sanitario nazionale. Non possiamo permetterci sprechi di tempo e di energie, a maggior ragione in una fase delicata come quella che stiamo attraversando. Usare le competenze professionali dei farmacisti e la capillarità territoriale delle farmacie di comunità è fondamentale. Appena questa notizia di trasformerà in azione operativa sarà davvero una ottima cosa". In un'intervista rilasciata a Quotidiano sanità, Gaudioso ribadisce anche la posizione rispetto alla possibilità di vaccinarsi in farmacia: "Da parte mia non c'è nessuna obiezione al fatto che i farmacisti possano allargare i loro servizi e penso che anche l'apertura del Ministero alla possibilità di acquistare i test sierologici in farmacia come le proposte di poter distribuire i farmaci innovativi siano tutti aspetti che vanno in questa direzione". E sul tema del farmacista vaccinatore, ricorda che "in altri paesi europei è il farmacista che somministra l'influenzale. Certo, per farlo dovrà essere formato allo scopo di valorizzare le proprie competenze e assumendosi le responsabilità anche nel caso di reazioni avverse. Sono invece scettico sul fatto che la farmacia sia lo spazio fisico dove altri effettuano le vaccinazioni. Questo non mi convince".
I laboratori di analisi: escluse strutture deputate
Ben diversa la risposta di Federlab Italia, che riunisce oltre 2mila laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatoriali privati accreditati con il Servizio sanitario nazionale che chiedono a Speranza una spiegazione per «questa cervellotica decisione: in un momento delicato come quello che viviamo, con i contagi da Covid-19 in aumento e l'approssimarsi ormai della fatidica prima campanella (con centinaia e centinaia di insegnanti ancora in attesa di sottoporsi al test), il ministero della Salute ha deciso di rendere disponibili gli esami sierologici in farmacia, e non nei laboratori di analisi cliniche autorizzati che pure sarebbero il luogo normalmente deputato per l'esecuzione di tale tipo di esame. Siamo all'assurdo». Gennaro Lamberti, presidente di Federlab Italia, ricorda che in Italia «esistono migliaia di strutture dotate delle necessarie capacità, del know-how, dell'organizzazione e soprattutto delle professionalità in grado di supportare, in condizioni di perfetta sicurezza, il Ssn nell'esecuzione dei test. E invece di decide di fare a meno del contributo dei laboratori, rendendo disponibili tale tipologia di esame (anche) in farmacia con modalità di svolgimento e di trasmissione dei dati tutte ancora da concordare con le autorità sanitarie. Ma non sarebbe stato più facile affidare l'esecuzione dei test a chi, come i laboratori di analisi, normalmente lo fa di mestiere?» conclude.
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A cura di Redazione Farmacista33
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