Convenzione. Farmacie: da Sisac proposte irricevibili, vanificano lavoro fatto. Sospese le trattative
Le proposte del Tavolo Sisac sul rinnovo della convezione farmaceutica penalizzano le farmacie rurali e non valorizzano il ruolo svolto dai farmacisti nell'emergenza. Federfarma e Assofarm sospendono le trattative
Le nuove proposte illustrate al Tavolo Sisac per il rinnovo della convezione farmaceutica sono irricevibili, penalizzano le farmacie rurali, negano dignità al modello della Farmacia dei servizi, non valorizzano il ruolo svolto da farmacie e farmacisti durante l'emergenza Covid. Federfarma e Assofarm hanno quindi convenuto di sospendere le trattative con la Sisac, "in attesa di ristabilire le condizioni essenziali per una loro ripresa". Lo hanno reso noto le organizzazioni di rappresentanza delle farmacie private e pubbliche, riportando quanto emerso durante l'incontro che si è svolto oggi.
Modificati accordi raggiunti in 2 anni di lavoro
La decisione congiunta, precisano le sigle, "scaturisce dall'assoluta irricevibilità delle nuove proposte provenienti dalle Amministrazioni regionali ed illustrate oggi al Tavolo dai rappresentanti della Sisac, che appaiono integralmente non accoglibili sia per quanto riguarda il metodo che i contenuti". Il nuovo testo della Convezione che è stato presentato "modifica accordi già raggiunti in oltre due anni di lavoro - vanifica le laboriose negoziazioni condotte dalle rappresentanze delle farmacie". Nel merito, le nuove proposte "penalizzano in modo particolare il ruolo delle farmacie rurali e negano dignità al nuovo modello della Farmacia dei Servizi, evidenziando una sostanziale ed assoluta mancanza di considerazione per il ruolo svolto dalle farmacie e dai farmacisti italiani nell'attuale emergenza sanitaria, ruolo unanimemente riconosciuto dalle massime Istituzioni nazionali e dai cittadini".
Dpc, interessi passivi, sanzioni e fondo 0,15%: le posizioni restano ferme
Federfarma e Assofarm ribadiscono le proprie posizioni "sui temi più sensibili della Convenzione, quali il sistema della distribuzione di farmaci per conto delle Asl (Dpc), il computo degli interessi passivi per i ritardati pagamenti da parte della pubblica amministrazione, le sanzioni disciplinari, il diritto di sciopero e, soprattutto, la destinazione del Fondo dello 0,15%, da riservare ad attività di formazione dei farmacisti che, in ragione delle più recenti iniziative legislative, saranno chiamati a nuovi e importanti impegni per la somministrazione di test Covid-19 e di vaccini". Pur manifestando - concludono le sigle "per l'ennesima volta, la propria disponibilità ad un confronto franco e produttivo, Federfarma e Assofarm confermano la sospensione delle trattative con la Sisac per il rinnovo della Convenzione farmaceutica, in attesa di ristabilire le condizioni essenziali per una loro ripresa".
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A cura di Redazione Farmacista33
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