Covid, digiuno intermittente associato a riduzione delle complicanze nella malattia grave
Le persone che digiunano con regolarità da molti anni hanno una minore probabilità di soffrire di complicanze gravi da Covid-19. A osservarlo è stato uno studio pubblicato su BMJ Nutrition, Prevention & Health da un team guidato da Benjamin Horne, dell'Intermountain Heart Institute di Salt Lake City (USA). E sebbene questa evidenza si aggiunga ad altri benefici mostrati dal regime alimentare che prevede periodi in cui si mangia intervallati da momenti di digiuno, il farmacista dovrebbe sempre consigliare, a chi volesse seguire il digiuno intermittente, di rivolgersi al proprio medico prima di iniziare, soprattutto se si tratta di anziani, donne in gravidanza e persone con diabete o malattie cardiache.
Le evidenze raccolte dal registro Inspire
Precedenti ricerche avevano già identificato i benefici sulla salute del digiuno intermittente, inclusi una riduzione del rischio di diabete e di malattie cardiache, secondo quanto evidenziato dagli autori della pubblicazione. Per lo studio, il team ha incluso 205 pazienti che sono risultati positivi al Covid-19, di cui 73 avevano dichiarato di digiunare regolarmente almeno una volta al mese da più di 40 anni, in media. Questo ha permesso, a Horne e colleghi, di studiare coorti specifiche di persone che applicano il digiuno intermittente da molto tempo. I partecipanti analizzati facevano parte del registro Inspire, dell'Intermountain Heart Institute. Dall'analisi dei dati raccolti, i ricercatori hanno trovato che coloro che praticano il digiuno con regolarità avrebbero un ridotto tasso di ricoveri o mortalità dovuti all'infezione da virus SARS-CoV-2, rispetto alle persone che non seguono questo regime alimentare. "Il digiuno intermittente ha già mostrato di ridurre l'infiammazione e migliorare la salute cardiovascolare. In questo studio abbiamo trovato ulteriori benefici di questo regime alimentare nel contrastare l'infezione da Covid-19 nei pazienti che digiunano da anni", come sottolineato da Horne, che ha spiegato che "il digiuno intermittente non è associato a una minore probabilità di contrarre l'infezione, ma a una riduzione di gravità una volta che i pazienti sono risultati positivi al virus".
Le ipotesi sui benefici del digiuno intermittente
Il digiuno modifica l'utilizzo di energia attraverso il consumo di glucosio e glicogeno, inducendo la gluconeogenesi e, successivamente, attivando la chetogenesi. Durante questi processi, i livelli di acidi grassi, incluso l'acido linoleico, aumentano. L'acido linoleico si lega saldamente alla proteina spike del virus SARS-CoV-2, che causa il Covid-19, riducendo, così, l'affinità del virus per Ace2. L'aumento di acido linoleico durante il digiuno, dunque, fornisce un meccanismo diretto per far sì che nei periodi in cui non si assume cibo si possa ridurre la gravità del Covid-19. Un'altra ipotesi avanzata dagli autori rispetto ai benefici del digiuno intermittente nei confronti del Covid-19 grave è che questo regime alimentare, riducendo l'infiammazione, abbia un'azione anche contro l'iperinfiammazione trovata associata con gli scarsi outcome da Covid-19. Infine, il digiuno intermittente promuoverebbe l'autofagia "il sistema di riciclo che aiuta il nostro organismo a distruggere e riciclare le cellule danneggiate e infettate", secondo quanto spiegato da Horne. Per il farmacista è importante spiegare, a chi vuole seguire questa 'dieta', di rivolgersi al proprio medico, soprattutto se si tratta di anziani, donne in gravidanza e persone con diabete e malattie cardiache.
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A cura di Redazione Farmacista33
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