Covid-19. Vaccini mRNA inducono risposta immunitaria nella mucosa nasale
Vaccini a mRNA contro il virus SARS-CoV-2 inducono risposta nella mucosa nasale, più efficace rispetto a quella rilevabile a livello del sangue. I dati dello studio
I vaccini a mRNA contro il virus SARS-CoV-2 inducono una risposta immunitaria nella mucosa della cavità nasale. A mostrarlo è uno studio dell'Università della Carolina del Nord, negli Stati Uniti, guidato da Meghan Rebuli, che apre nuove possibilità allo sviluppo di vacciniintranasali. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul Journal of Allergy and Clinical Immunology: Global.
I vaccini a mRNA insegnano alle cellule a riconoscere e indurre una risposta immunitaria
I virus respiratori sono noti per la loro capacità di entrare nell'organismo attraverso occhi, naso o bocca. La cavità nasale, di conseguenza, è ben equipaggiata contro eventuali aggressioni, anche quelle da virus SARS-CoV-2, essendo dotata di un muco che intrappola i patogeni e funge da sito di sorveglianza per le cellule immunitarie. I vaccini a mRNA usano materiale genetico virale modificato per insegnare alle cellule a riconoscere e indurre una risposta immunitaria nel caso in cui il virus SARS-CoV-2 entri nell'organismo. Questa risposta immunitaria produce molecole chiamate anticorpi che possono neutralizzare il virus o bloccarne la replicazione. I vaccini a mRNA, sviluppati per la prima volta proprio contro il virus della SARS-CoV-2, dai dati raccolti nei trials clinici hanno un'efficacia superiore al 90%.
Le evidenze emerse sulla risposta immunitaria a livello di mucosa nasale
Per lo studio, il team ha raccolto campioni di sangue e di fluido nasale da persone sane. I partecipanti sono stati classificati, poi, in base allo stato della vaccinazione, tra quelli analizzati prima della vaccinazione, quelli valutati tra la prima e la seconda dose di vaccino e quelli analizzati a due settimane dopo la seconda dose. I ricercatori americani hanno confrontato, prima di tutto, le concentrazioni di due diversi anticorpi, IgA e IgG, prima e dopo la vaccinazione.
Dai risultati è emerso che le IgG sono più spesso misurabili nel sangue, mentre le IgA sono più prevalenti nella mucosa nasale, ma entrambe si possono trovare in altre mucose dell'organismo, incluso il tratto gastrointestinale. Le concentrazioni di IgA e di IgG, inoltre, erano più elevate nel gruppo dopo la vaccinazione rispetto a quello prima della vaccinazione, in entrambi i campioni, sia nasale che sanguigno. Infine, Rebuli e colleghi hanno osservato che gli anticorpi indotti dal vaccino all'interno della cavità nasale erano più capaci di neutralizzare il virus rispetto agli anticorpi nel sangue. E il team ha evidenziato che gli anticorpi IgG hanno una maggiore probabilità di legarsi alla subunità S1 del virus, importante per l'attivazione virale, mentre le IgA si legano di più alla subunità S2, che è utilizzata, dal virus, per entrare nelle cellule dell'organismo ospite.
Sabina Mastrangelo
Fonte:
Cao K. T. et al., SARS-CoV-2 mRNA vaccination induces an intranasal mucosal response characterized by neutralizing antibodies. Journal of Allergy and Clinical Immunology: Global (2023) - doi: 10.1016/j.jacig.2023.100129
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A cura di Redazione Farmacista33
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