carenza di farmacisti
03 Febbraio 2026Il Movimento nazionale liberi farmacisti critica l’introduzione dell’assistente di farmacia, ritenuta una scorciatoia per affrontare la carenza di professionisti e un rischio di progressivo svuotamento del ruolo del farmacista laureato

L’assistente di farmacia è una “scorciatoia per aggirare la carenza di farmacisti, svuotare la professione” verso una “progressiva sostituzione del farmacista laureato con personale non farmacista”. Lo afferma con “forte preoccupazione” il Movimento nazionale liberi farmacisti ribadendo la propria posizione, “da sempre contraria all’introduzione di questo ruolo”, rispetto alla figura dell’assistente di farmacia oggetto di un’intervista rilasciata a Farmacista33 da Stefano Del Missier, direttore generale di Multiservizi Cinisello Balsamo (Farmacie comunali di Cinisello Balsamo).
Nell’intervista Del Missier ha condiviso l’esperienza, avviata all’inizio del 2025 con un bando di selezione dedicato e con un percorso formativo specifico., dell’inserimento dell’assistente di farmacia nell’organico delle Farmacie comunali di Cinisello Balsamo.
Assistente di farmacia, dall’esperienza sul campo: formazione, perimetro operativo e confini professionali
Ma per Mnlf questo ruolo rappresenta “l’anticamera di una pericolosa deriva: la progressiva sostituzione del farmacista laureato con personale non farmacista, con l’obiettivo di aggirare sia la carenza strutturale di professionisti sia la necessità di riconoscere un Ccnl adeguato al ruolo, soprattutto in termini economici, alle responsabilità e alla funzione sanitaria del farmacista”.
L’associazione “intravede un disegno già noto: spostare sempre più attività verso figure non abilitate, comprimendo il ruolo del farmacista e aprendo la strada, domani, a richieste di ampliamento delle mansioni fino a lambire - se non superare - l’ambito della dispensazione del farmaco”.
Secondo il Movimento, nel contesto di carenza cronica di farmacisti e di “condizioni contrattuali spesso non dignitose”, si tenta di “risolvere il problema abbassando il livello professionale, invece di investire sulla professione, sul lavoro qualificato e sulla sua giusta remunerazione”.
E ribadisce con forza i punti ritenuti essenziali che porta in questo dibattito: “La tutela della salute passa da professionisti pienamente formati e responsabili. La carenza di farmacisti non si risolve creando figure “intermedie”, ma rendendo la professione attrattiva e rispettata. Ogni tentativo di svuotare il ruolo del farmacista è un danno non solo per la categoria, ma per i cittadini tutti. Continuiamo ad opporci a questa deriva incomprensibile”.
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