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07 Luglio 2026Conasfa richiama l'attenzione sulle condizioni di lavoro dei farmacisti non titolari e sulla crescente difficoltà delle farmacie a reperire professionisti. Retribuzioni, carichi di lavoro, responsabilità e scarso riconoscimento rischiano di allontanare i giovani e spingere ad abbandonare la professione.

Il passaggio evolutivo della vita sulla Terra che ha portato all’estinzione dei dinosauri che non riuscirono ad adattarsi quando le condizioni cambiarono, fa da sfondo a una riflessione del Conasfa sul futuro dei farmacisti e sul rischio che condizioni di lavoro, responsabilità crescenti e scarso riconoscimento rendano la professione sempre meno attrattiva, soprattutto per le nuove generazioni. Il contributo di Conasfa che riceviamo e pubblichiamo, si inserisce nel dibattito sul rinnovo del contratto collettivo nazionale dei dipendenti delle farmacie private, la cui trattativa è ancora in stallo, sulle condizioni di lavoro e le prospettive della professione, rilanciando un fenomeno più volte segnalato dai farmacisti e dalle rappresentanze sindacali: la crescente difficoltà nel reperire professionisti disponibili a lavorare nelle farmacie.
In particolare, Conasfa richiama il peso che il “farmacista di oggi porta sulle spalle. Un peso cresciuto senza sosta: incombenze burocratiche che si moltiplicano, responsabilità penali e amministrative che si estendono, orari che divorano la vita privata, turni notturni e festivi che sottraggono anni alla famiglia. Si chiede sempre di più — più competenze, più servizi, più flessibilità, più presenza. Si dà sempre meno: meno retribuzione, meno riconoscimento, meno tutele. Il sistema ha imparato ad alzare l'asticella senza alzare il compenso, a pretendere senza restituire”.
Il rischio, avverte l’associazione dei farmacisti non titolari, è che sempre più professionisti scelgano di lasciare la professione: “I farmacisti cambiano strada durante gli studi, abbandonano la professione dopo pochi anni, cedono la farmacia di famiglia senza trovare chi voglia raccoglierla. L'ecosistema si svuota non per invasione esterna, ma per silenziosa defezione interna. Una specie che non trova più motivo di sopravvivere, non biologicamente, ma economicamente, umanamente, è già sulla via dell'estinzione”.
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