Infezioni urinarie causate da batteri, raccomandazioni Aifa su uso antibiotici
L'Aifa ha pubblicato le Raccomandazioni per uso ottimale antibiotici nella terapia mirata delle infezioni urinarie causate da batteri resistenti a diversi antibiotici
L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha pubblicato le Raccomandazioni per uso ottimale antibiotici nella terapia mirata delle infezioni urinarie causate da batteri resistenti a diversi antibiotici, con l'obiettivo di combattere il fenomeno dell'antibiotico-resistenza. Il documento è rivolto in particolare alla Medicina Territoriale, in quanto, spiega Aifa nel documento, "per quanto le infezioni da batteri resistenti a multipli antibiotici siano responsabili per lo più di infezioni gravi che richiedono l'ospedalizzazione, è possibile che infezioni non gravi, quali le infezioni urinarie non complicate e complicate, possano essere causate da batteri resistenti ad alcuni antibiotici e trattate dal medico di medicina generale senza necessità di ricovero ospedaliero dedicato o trattate presso una residenza sanitaria assistenziale".
Infezioni urinarie e i batteri Gram-negativi MDR più frequenti in Italia
Il documento "Terapia mirata delle infezioni urinarie non complicate e complicate causate da batteri Gram negativi resistenti a multipli antibiotici per la Medicina Territoriale (incluse residenze sanitarie assistenziale)" ha lo scopo di fornire raccomandazioni per il trattamento mirato delle infezioni urinarie sostenute dai batteri Gram-negativi MDR più frequentemente isolati nel contesto italiano: Enterobacterales resistenti alle cefalosporine di terza generazione (3GCRE), Enterobacterales resistenti ai carbapenemi (CRE) e Difficile da Trattare (Difficult-to-Treat - DTR) Pseudomonas spp. L'Aifa spiega che le Raccomandazioni sono sviluppate con un approccio ragionato e basato sulle più recenti evidenze scientifiche e indicano gli antibiotici da privilegiare, differenziati in prima, seconda scelta e alternative, e il dosaggio e la via di somministrazione più appropriati e con il più basso rischio di selezione di batteri resistenti". Il fine, conclude l'Agenzia, è quello di "preservare l'efficacia sia degli antibiotici di uso convenzionale (approvati prima del 2010) sia delle molecole più recentemente immesse sul mercato e ridurre l'insorgenza delle resistenze". Le Raccomandazioni, infatti, sviluppate con approccio ragionato e basato sulle evidenze scientifiche per l'uso ottimale degli antibiotici, specificano la scelta della molecola (prima e seconda scelta), il dosaggio e la via di somministrazione più appropriati e con il più basso rischio di selezione di batteri resistenti (stewardship degli antibiotici).
Le raccomandazioni, spiega Aifa, sono elaborate dal gruppo multidisciplinare AIFA-OPERA sulla base delle più recenti evidenze scientifiche valutate con la modalità GRADE-Adolopment, e mirano a ridurre l'utilizzo inappropriato degli antibiotici e di conseguenza l'impatto della resistenza agli antibiotici. Il documento è rivolto a tutti i medici prescrittori che operano nel territorio nell'ottica di supportare una prescrizione appropriata secondo i principi della stewardship degli antibiotici, ed è specifico per la terapia mirata e tutte le indicazioni sono da interpretarsi facendo riferimento alle suscettibilità del microorganismo riportate nell'antibiogramma.
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A cura di Sabina Mastrangelo
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