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Salute benessere

17 Ottobre 2023

Sindrome da stanchezza cronica post-Covid: utile l’assunzione di creatina

In un piccolo studio è stato osservato che la somministrazione di 4 grammi al giorno di creatina, per sei mesi potrebbe essere utile contro la sindrome da stanchezza cronica post-Covid

di Sabina Mastrangelo


Sindrome da stanchezza cronica post-Covid: utile l’assunzione di creatina

Assumere creatina per sei mesi sembrerebbe migliorare la bioenergetica dei tessuti e attenuare le caratteristiche cliniche della sindrome da stanchezza post-Covid. A mostrarlo è uno studio pubblicato su Food Science & Nutrition che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di un’integrazione a medio termine della molecola. La ricerca è stata condotta da un team serbo, guidato da Jelena Slankamenac, dell’Università di Novi Sad.  

La sindrome da stanchezza post-Covid
La sindrome da stanchezza post infezione virale è un disturbo neurologico a lungo termine che va ad alterare la capacità dei pazienti di condurre semplici attività quotidiane di routine e si manifesta a seguito di un’infezione da virus. La sindrome, precedentemente nota come sindrome da stanchezza cronica o encefalomielite mialgica, può durare più di sei mesi ed è caratterizzata da stanchezza, malessere e scarsa qualità del sonno.
Durante la pandemia di Covid-19, la sindrome è stata osservata a seguito dell’infezione da virus SARS-CoV-2. Tuttavia, ci sono poche strategie per contrastare la comparsa di questo sintomo.  

Gli obiettivi dello studio
Lo studio ha coinvolto 12 partecipanti tra 18 e 65 anni, risultati positivi al Covid-19 entro tre mesi dall’inizio del trial. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi, di cui la metà è stata trattata per sei mesi con creatina e la restante parte con placebo. Il gruppo trattato ha ricevuto una dose di 4g di creatina monoidrato al giorno, mentre il gruppo placebo ha ricevuto lo stesso dosaggio di insulina. Le persone coinvolte, inoltre, dovevano aver avvertito stanchezza da moderata a grave e almeno un ulteriore sintomo correlato al Covid-19, come dolore polmonare, difficoltà a respirare, anosmia, dolori generalizzati, mal di testa e difficoltà a concentrarsi.
L’outcome primario della ricerca era misurare i cambiamenti nei livelli di creatina tra il baseline e al follow-up, a sei mesi. La stanchezza, valutata in base a quanto auto-riferito dai pazienti, è stata considerata in cinque aspetti: stanchezza generale, stanchezza fisica, ridotta motivazione, ridotta attività e stanchezza mentale.  

Gli effetti dell’integrazione con creatina
Rispetto ai valori del baseline, sia a tre che a sei mesi di follow-up c’è stato un significativo aumento dei livelli di creatina nei tessuti, sia a livello di muscoli mediali che della sostanza bianca parietale. Di contro, nessun cambiamento è stato evidenziato nei tessuti del gruppo placebo. Inoltre, l’assunzione di creatina avrebbe determinato una riduzione significativa della stanchezza generale dopo tre mesi di intervento, con i punteggi della ridotta motivazione che sono peggiorati nel gruppo placebo, a sei mesi.
Infine, sebbene non abbia influenzato in modo significativo l’anosmia e il dolore polmonare, il trattamento con creatina ha migliorato i punteggi della scala analogica visiva, che valuta il dolore, per molteplici sintomi correlati alla stanchezza post infezione, rispetto ai valori racconti al baseline.  

Fonte:

Slankamenac J. et al., Effects of six-months creatine supplementation on patient- and clinician-reported outcomes, and tissue creatine levels in patients with post-Covid-19 fatigue syndrome. Food Sci Nutr (2023) – doi: 10.1002/fsn3.3597

TAG: INTEGRATORI ALIMENTARI, LONG COVID, STANCHEZZA, MANIFESTAZIONI NEUROLOGICHE, COVID

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