Integratori alimentari
21 Marzo 2024Un nuovo studio clinico, pubblicato sulla rivista Nature, ha mostrato risultati promettenti dell’efficacia dello squalene nel ridurre i tassi di mortalità e prevenire la ri-ospedalizzazione tra i soggetti affetti da Covid-19

Un nuovo studio clinico mostra che le proprietà antinfiammatorie, immunomodulanti e antiossidanti dello squalene possono influenzare l’infezione da Sars-Cov-2 e migliorare gli esiti di salute nei pazienti riducendo i tassi di mortalità e prevenire la ri-ospedalizzazione.
Efficace nel prevenire la riospedalizzazione
Durante lo studio condotto tra novembre 2021 e gennaio 2022, che ha coinvolto 602 soggetti affetti da Covid-19, gli individui sono stati equamente suddivisi in gruppi controllo e trattamento. Nel gruppo di trattamento, i partecipanti hanno ricevuto cinque gocce di squalene sublinguale ogni 4 ore per 5 giorni, in aggiunta al trattamento standard, mentre nel gruppo controllo è stato somministrato solo il trattamento standard. I pazienti sono stati attentamente monitorati per 30 giorni dopo la loro dimissione.
I risultati ottenuti hanno rivelato una significativa riduzione dei tassi di mortalità nel gruppo che ha ricevuto l'integrazione di squalene, con il 94,7% dei pazienti in vita un mese dopo la dimissione, rispetto all'81,4% nel gruppo controllo. Inoltre, è emerso che lo squalene sembra essere efficace nel prevenire la ri-ospedalizzazione dovuta a Covid-19: nel gruppo trattato con squalene si sono registrati solo 58 casi (19,3%) rispetto ai 141 casi (46,8%) riscontrati nel gruppo controllo.
Meccanismo d’azione: proprietà antinfiammatorie, immunomodulanti e antiossidanti
Il meccanismo d'azione dello squalene si basa sulle sue proprietà antinfiammatorie, immunomodulanti e antiossidanti, con pochi effetti avversi riportati. Questa combinazione di caratteristiche suggerisce la possibilità che lo squalene possa influenzare l'infezione da SARS-CoV-2. Studi in vivo hanno evidenziato che lo SQ riduce l'attivazione dei neutrofili e dei monociti, mentre aumenta l'attività degli enzimi antinfiammatori e attenua il danno ossidativo, riducendo i livelli intracellulari di radicali liveri dell’ossigeno (ROS).
Tale studio sottolinea l'importanza della ricerca continua e dell'innovazione nell'identificazione di nuovi approcci terapeutici contro il COVID-19. Ulteriori indagini sono necessarie per comprendere appieno il potenziale dello squalene sublinguale e per valutare la sua sicurezza ed efficacia in combinazione con altri trattamenti standard.
Per saperne di più:
https://www.nature.com/articles/s41598-024-54843-x#Abs1
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
18/06/2026
Le fibre alimentari potrebbero aiutare a gestire alcuni degli effetti gastrointestinali associati agli agonisti del recettore del GLP-1 e contribuire al mantenimento del peso dopo la sospensione...
A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
16/06/2026
Uno studio su donne con obesità rileva carenza o insufficienza di vitamina D in oltre otto casi su dieci. Nelle donne in post-menopausa, livelli più bassi della vitamina sono associati a maggiore...
A cura di Sabina Mastrangelo
12/06/2026
Una meta-analisi di 24 studi clinici ha valutato l'efficacia di 14 integratori come supporto alla terapia della colite ulcerosa. Tra le sostanze associate ai maggiori benefici figurano probiotici,...
A cura di Sabina Mastrangelo
10/06/2026
Dal Congresso nazionale della Sitox l'invito a superare l'idea che i prodotti di origine naturale siano privi di rischi. Integratori ed estratti vegetali possono contenere sostanze attive, interagire...
A cura di Redazione Farmacista33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)