Integratori alimentari
10 Febbraio 2026L’Efsa ha fissato un livello provvisorio di assunzione sicura del Cbd come novel food pari ma sottolinea che i dati restano incompleti. Persistono incertezze su effetti epatici, endocrini, neurologici e riproduttivi e la sicurezza non è stabilita per under 25, donne in gravidanza o allattamento e soggetti in terapia farmacologica

Sono stati fissati i livelli di assunzione sicura, seppur in forma provvisoria e in presenza di dati ancora incompleti, del cannabidiolo (Cbd) come nuovo alimento. L’Efsa ha indicato “un livello provvisorio di assunzione sicura” precisando che il valore potrà essere rivisto quando saranno disponibili nuove evidenze scientifiche. L’Autorità ha pubblicato l’aggiornamento della propria valutazione alla luce della posizione della Commissione europea che, in seguito alla sentenza della Corte di giustizia Ue (caso C-663/18), ha ritenuto che il Cbd possa essere qualificato come alimento purché soddisfi la definizione prevista dal Regolamento generale sugli alimenti. Tale qualificazione consente al Cbd di rientrare nell’ambito dei novel food e quindi di essere sottoposto alla valutazione di sicurezza dell’Efsa prima di un’eventuale autorizzazione a livello europeo.
Nel documento pubblicato dall’Efsa il 9 febbraio 2026, un panel di esperti su “Nutrizione, nuovi alimenti e allergeni alimentari” (Nda) ha stabilito un livello provvisorio di assunzione sicura pari a 0,0275 mg per chilogrammo di peso corporeo al giorno, equivalente a circa 2 mg al giorno per un adulto di 70 kg. Si tratta di una soglia provvisoria, calcolata applicando un ampio fattore di incertezza per compensare le lacune nei dati tossicologici e clinici disponibili, che potrà essere rivista quando saranno forniti nuovi elementi scientifici.
Il valore individuato riguarda esclusivamente formulazioni di integratori alimentari con Cbd ad alta purezza, pari o superiore al 98%, prive di nanoparticelle e ottenute con processi produttivi considerati sicuri, per le quali sia stata esclusa la genotossicità.
L’Autorità sottolinea tuttavia che, allo stato attuale delle conoscenze, la sicurezza del Cbd non può essere stabilita per alcune categorie di popolazione considerate più vulnerabili. In particolare, non è possibile definire un livello di assunzione sicura per le persone di età inferiore ai 25 anni, per le donne in gravidanza o in allattamento e per i soggetti che assumono farmaci, a causa della mancanza di dati adeguati e del possibile rischio di interazioni farmacologiche o effetti sullo sviluppo.
Persistono infatti rilevanti incertezze scientifiche, già evidenziate nella precedente valutazione del 2022, che impediscono una conclusione definitiva sulla sicurezza del Cbd. Le principali lacune riguardano i possibili effetti sul fegato, con studi animali che mostrano segni coerenti di tossicità epatica e dati clinici che suggeriscono un potenziale rischio soprattutto in associazione con altri medicinali.
Rimangono inoltre dubbi sugli effetti a carico dei sistemi endocrino, nervoso e riproduttivo, nonché sul possibile impatto sullo sviluppo neurologico prenatale, considerato che il Cbd può attraversare la placenta e accumularsi nell’organismo. Gli studi disponibili presentano spesso limiti metodologici, tra cui protocolli non standardizzati, durata breve e trattamenti concomitanti, e mancano dati su ambiti rilevanti come la sicurezza immunologica.
Alla luce di queste incertezze, l’Efsa evidenzia che il livello individuato rappresenta una misura cautelativa e temporanea, destinata a essere aggiornata quando saranno disponibili nuovi dati tossicologici e clinici. Spetterà ai richiedenti colmare le lacune scientifiche attraverso studi adeguati, e per supportarli l'autorità e sta ora pianificando un webinar che si terrà in aprile.
Fonte:
https://www.efsa.europa.eu/it/news/provisional-safe-level-cannabidiol-novel-food
Update of the statement on safety of cannabidiol as a novel food https://doi.org/10.2903/j.efsa.2026.9862
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