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02 Marzo 2026

Magnesio orale migliora il controllo glicemico negli anziani con prediabete

Negli anziani con prediabete e bassi livelli di magnesio, l’integrazione orale migliora la glicemia a digiuno, ma non modifica altri parametri metabolici. Servono studi più ampi per valutarne il possibile ruolo nella prevenzione del diabete

di Sabina Mastrangelo


Magnesio orale migliora il controllo glicemico negli anziani con prediabete

Nelle persone anziane con prediabete e bassi livelli di magnesio nel sangue, l’integrazione di questo elemento va a correggere in modo efficace la carenza di magnesio e riduce la glicemia a digiuno, anche se non migliora altri indici glicemici. Lo mostra una ricerca pubblicata su Frontiers in Nutrition da un gruppo cinese coordinato da Jingxin Yang del National Institute for Nutrition and Health a Pechino, secondo il quale, però, sono necessari studi più ampi e a lungo termine per determinare se l’integrazione di magnesio possa prevenire il diabete nella popolazione anziana.

 Magnesio, prediabete e diabete di tipo 2

Il prediabete è uno stato glicemico ad alto rischio di progressione verso diabete di tipo 2 (T2DM) e malattie cardiovascolari e ha un notevole impatto per la salute globale. Sebbene questa fase di passaggio rappresenti una finestra critica per eventuali interventi volti a contrastare la disglicemia, non esistono strategie efficaci. Il magnesio (Mg) è un cofattore essenziale di numerosi enzimi che regolano il metabolismo del glucosio e il signalling dell’insulina. Numerose evidenze epidemiologiche collegano un ridotto apporto di Mg e bassi livelli di questo elemento nel sangue a un aumento del rischio sia di prediabete che di T2DM. Una meta-analisi, inoltre, ha confermato che gli individui con prediabete hanno livelli sierici di magnesio significativamente inferiori rispetto a quelli con normale tolleranza al glucosio. Tuttavia, vi sono poche prove sugli effetti dell’integrazione di Mg, in particolare nella popolazione anziana. Solo due piccoli trial clinici randomizzati hanno esaminato in modo specifico l’integrazione di Mg in persone con prediabete, riportando effetti contrastanti sul controllo glicemico. Questi studi non hanno tenuto conto dello stato al basale di Mg o dell’assunzione alimentare, e nessuno dei due si è concentrato sugli anziani, una fascia ad alta prevalenza di prediabete, che va incontro a un declino nell’assorbimento dei nutrienti con l’età. 

Partendo dall’ipotesi che un intervento mirato contro la carenza di Mg negli anziani con prediabete possa offrire una semplice strategia nutrizionale per supportare la salute metabolica, il team cinese ha condotto uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo per studiare gli effetti dell’integrazione per via orale di Mg sui parametri glicemici negli anziani con prediabete e concomitanti bassi livelli di questo elemento del sangue. Lo studio è durato quattro mesi e ha coinvolto 71 anziani (età media 68,7 ± 6,0 anni) con prediabete (glicemia a digiuno ≥5,6 mmol/L e/o HbA1c 5,7%-6,5%) e magnesio plasmatico ≤ 0,80 mmol/L. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere ossido di magnesio (360 mg di Mg elementare/die) o placebo, una volta al giorno. L’outcome primario era la variazione della glicemia a digiuno, mentre gli outcome secondari includevano: variazioni di insulina, HOMA-IR, HbA1c, albumina glicata e marker infiammatori (hs-CRP, IL-6). 

I benefici dell’integrazione di magnesio 

Complessivamente, 65 partecipanti hanno completato lo studio. Al basale, il gruppo che riceveva Mg presentava livelli significativamente più elevati di insulina e HOMA-IR (entrambi p <0,05). Rispetto al placebo, l'integrazione di magnesio ha aumentato in modo significativo i livelli di Mg plasmatico (p <0,001) e ridotto la glicemia a digiuno (p =0,003). La riduzione dell’HOMA-IR è stata più evidente nel gruppo che ha ricevuto Mg, ma non è stata statisticamente significativa. Inoltre, non sono state osservate differenze significative tra i due gruppi a livello di HbA1c, insulina, peptide C, albumina glicata o marker infiammatori. Infine, la metabolomica esplorativa condotta dal team ha rivelato alterazioni in metaboliti presumibilmente coinvolti nei pathway correlati ai lipidi e alla resistenza all’insulina.

Fonte: 

 Front Nutr (2026); doi: 10.3389/fnut.2026.1765308

TAG: MAGNESIO, DIABETE

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