gravidanza
04 Settembre 2026Uno studio italiano che ha analizzato il rapporto tra alimentazione materna nelle prime fasi della gravidanza e andamento della crescita fetale ha riscontrato che una minore aderenza alle raccomandazioni nutrizionali si associa a una curva di crescita più piatta.

La qualità dell’alimentazione materna già nel primo trimestre di gravidanza è associata alla successiva traiettoria di crescita del feto. A indicarlo è uno studio osservazionale italiano condotto nel quale una minore aderenza alle raccomandazioni nutrizionali è risultata associata a una ridotta accelerazione della crescita ponderale fetale con l’avanzare della gravidanza verso il terzo trimestre. Lo studio, coordinato da Irene Cetin, professoressa di Ostetricia e Ginecologia dell’Università Statale di Milano e direttrice della SC Ostetricia del Policlinico di Milano, è stato pubblicato sul British Journal of Nutrition e selezionato dalla rivista come “paper of the month”. Il progetto di ricerca, longitudinale, multicentrico e condotto su scala nazionale, ha esaminato le associazioni tra dieta materna, biomarcatori ematici del primo trimestre e traiettoria e velocità di crescita fetale durante la gravidanza.
La ricerca ha coinvolto 938 donne sane reclutate in 24 centri ostetrici italiani. Nel primo trimestre le abitudini alimentari sono state valutate attraverso il punteggio SIMPLE, una checklist di screening nutrizionale a 10 punti adattata dalla Figo Nutrition Checklist.
Lo strumento comprende dieci voci con risposta sì/no che prendono in considerazione aspetti nutrizionali quali il consumo di almeno 400 grammi al giorno di frutta e verdura, l’assunzione di cereali integrali, carne e pesce, oltre all’esposizione solare e a livelli di emoglobina nel primo trimestre superiori a 110 g/L.
Attraverso misurazioni ecografiche ripetute nel tempo, i ricercatori hanno quindi monitorato la velocità di crescita fetale dal secondo al terzo trimestre, mettendola in relazione con i dati nutrizionali raccolti nelle prime fasi della gravidanza.
I feti delle donne con un’alimentazione meno aderente ai criteri considerati corretti in gravidanza hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa dell’accelerazione della crescita ponderale con l’avanzare della gestazione verso il terzo trimestre. Il risultato si è tradotto in una traiettoria di crescita più piatta rispetto a quella osservata nel gruppo caratterizzato da un’elevata aderenza.
L’analisi della traiettoria consente di osservare un aspetto che non emerge considerando esclusivamente il peso alla nascita. Quest’ultimo rappresenta infatti una misurazione in un singolo momento, mentre il monitoraggio nel corso della gestazione permette di valutare le variazioni della velocità di crescita fetale.
Le associazioni tra punteggio Simple e traiettoria e velocità di crescita intrauterina sono risultate indipendenti da altri indicatori dello stato nutrizionale materno, tra cui l’indice di massa corporea (Imc) pre-gestazionale.
Stratificando i risultati in base al sesso, la differente traiettoria di crescita è stata osservata prevalentemente nei feti maschi. Secondo l’ipotesi avanzata dai ricercatori, i feti di sesso maschile potrebbero privilegiare la crescita immediata rispetto all’investimento nelle riserve placentari e risultare quindi maggiormente sensibili a variazioni anche lievi dello stato nutrizionale materno. In condizioni nutrizionali meno favorevoli, le alterazioni della velocità di crescita potrebbero perciò manifestarsi più precocemente nei maschi.
I risultati indicano inoltre la possibile utilità di una valutazione precoce dell’alimentazione materna attraverso strumenti rapidi di screening.
“Il monitoraggio della velocità di crescita fetale può offrire una comprensione più dettagliata e sfumata dello sviluppo prenatale rispetto al solo peso alla nascita. L'adozione di strumenti di screening rapidi, come il punteggio Simple, durante il primo trimestre può aiutare i clinici a individuare precocemente carenze nutrizionali e a orientare una consulenza dietetica mirata, a sostegno di traiettorie di crescita fetale ottimali”, conclude la coordinatrice dello studio.
Fonte
ph.cr.magnific
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