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Farmacia

08 Gennaio 2024

Carenza farmacisti. In Trentino mancano professionisti: servizio farmaceutico a rischio in zone rurali

La mancanza di farmacisti sta riducendo l’apertura delle farmacie trentine, a rischio servizio farmaceutico nelle valli

di Redazione Farmacista33


Carenza farmacisti. In Trentino mancano professionisti: servizio farmaceutico a rischio in zone rurali

La mancanza di farmacisti sta portando ad un ridimensionamento dell’orario di apertura delle farmacie con il rischio di chiusura dei presidi sanitari collocati nelle valli. Queste sono le criticità evidenziate dai farmacisti trentini, ma comuni anche al resto dell’Italia. La difficoltà di ricerca di personale e le motivazioni per cui il lavoro dietro il banco manca di appeal sono tematiche affrontate da tempo e a diversi livelli nella categoria.

La mancanza di personale mette a rischio l’orario di apertura delle farmacie
A Trento, come riporta la stampa locale, gli iscritti all’ordine dei farmacisti sono 640 e molti di loro lavorano nelle 160 farmacie del territorio. Eppure, servirebbero altri farmacisti, almeno altri cento secondo l’ordine provinciale. «Non dico che servirebbe un farmacista in più per ogni farmacia, ma non andiamo molto distanti da questa semplificazione — spiega Tiziana Dal Lago, presidente dell’Ordine dei farmacisti del Trentino — c’è una necessità estrema di nuovo personale per un corretto funzionamento di questo importante presidio locale». 

Il rischio è quello della chiusura dei presidi sanitari, in particolare sono in pericolo quelli delle località di valle. «È un’eventualità che i titolari cercano di scongiurare in tutti i modi — prosegue Dal Lago — in realtà, se c’è la possibilità si cerca di fare l’opposto, di investire. Un esempio arriva dalla farmacia di Segonzano che è stata di recente completamente rinnovata. Siamo molto orgogliosi dello sforzo che i nostri iscritti stanno facendo in questo senso». Per evitare la chiusura, molte farmacie hanno ridotto gli orari, da un continuato hanno ripreso a fare la pausa pranzo. «Con il turno garantito — precisa Dal Lago — si è capito che questo non è un servizio essenziale, che fa la differenza, e l’orario più breve consente di gestire la farmacia con le risorse che si hanno a disposizione».

Le stesse problematiche le aveva già segnalate Venazio Gizzi, past president di Assofarm, a metà 2023 (Farmacista33 11 Luglio) con il caso di Bolzano, «in cui la mancanza di personale ha costretto l'Amministrazione locale a chiudere una farmacia comunale, iniziano a sommarsi restrizioni degli orari di apertura, aumento dei giorni di chiusura. In una congiuntura sanitaria espansiva, la farmacia rischia la contrazione per mancanza di risorse umane».

Scarso life-work balance e basso stipendio tra le ragioni della carenza di farmacisti
Secondo Piero Morelli, presidente di Federfarma Trento, «il mestiere ha perso attrattività, in particolare dopo il Covid. Ha inciso, inoltre, la politica del numero chiuso all’università che, per anni, ha limitato la platea dei futuri farmacisti». Ma c’è anche un problema di genere, come sottolinea sempre Dal Lago. «Il 75% dei farmacisti, ma sarebbe meglio dire delle farmaciste, sono donne. E questo significa che è difficile garantire quella conciliazione tra vita lavorativa e familiare che in molti cercano».

Come aveva già sottolineato Gizzi «i salari sono bassi e le prospettive di carriera limitate. Del resto, l'inquadramento nel settore del commercio» risulta essere «penalizzante». Inoltre, «l'attuale sistema remunerativo delle farmacie non crea risorse a sufficienza per immaginare un evidente salto in avanti delle condizioni economiche dei professionisti impegnati nei presidi». Anche molti Stati membri devono far fronte alla mancanza di personale qualificato in settori specifici come la sanità (Farmacista33 15 Dicembre 2023). Per questo è stata pubblicata lo scorso novembre, sulla Gazzetta Ufficiale UE, la Raccomandazione n. 2023/2611 della Commissione europea, che riguarda il riconoscimento alle qualifiche professionali dei cittadini dei Paesi terzi. Nel documento viene sottolineata sia la necessità di investimenti finalizzati al miglioramento del livello delle competenze, ma anche alla riqualificazione dei lavoratori. Attrarre nell’Unione persone con le competenze richieste potrebbe, appunto, contribuire a far fronte alla carenza di personale specializzato.

TAG: FARMACISTI, PROVINCIA DI TRENTO, FEDERFARMA TRENTO, FARMACIA

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