Europa
15 Dicembre 2023 La Commissione europea ha pubblicato una Raccomandazioni per far fronte alla carenza di farmacisti: servono finanziamenti e attirare professionisti da paesi terzi
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Far fronte al problema della mancanza di personale qualificato in settori specifici come la sanità, carenza evidenziata da molti Stati membri, sottolineando la necessità di investimenti finalizzati al miglioramento del livello delle competenze e alla riqualificazione dei lavoratori anche attraendo nell’Unione persone con le competenze richieste.
È il tema della Raccomandazione n. 2023/2611 della Commissione europea pubblicata il 24 novembre scorso, sulla Gazzetta Ufficiale UE, che riguarda il riconoscimento alle qualifiche professionali dei cittadini dei Paesi terzi. Lo segnala Filodiretto di Federfarma.
Semplificare le procedure per l’esercizio della professione
Stando alle stime, infatti, nel medio periodo la richiesta di determinate figure non potrà essere soddisfatta, nonostante l’introduzione, nel 2016, del riconoscimento della qualifica del farmacista tramite tessera professionale europea, un certificato elettronico che consente al farmacista di poter usufruire di un processo semplificato di riconoscimento per prestare la propria opera professionale in un altro Paese UE, sia su base temporanea o occasionale, sia ai fini di stabilirsi nello Stato ospitante. La Raccomandazione riconosce la funzione essenziale svolta dai professionisti per l’economia e la società europea, chiedendo agli Stati membri di semplificare le procedure di migrazione e di armonizzare condizioni di ammissione e diritti dei cittadini di Paesi terzi. In particolare, nel caso dell’accesso o dell’esercizio di una professione regolamentata, tra cui rientra il farmacista, per un cittadino di un Paese terzo è necessario il riconoscimento della propria qualifica. Infatti, le disposizioni contenute nel Capo IV della Raccomandazione si rivolgono alle Autorità nazionali competenti proprio per agevolare per il riconoscimento di queste qualifiche. In ogni caso, la Raccomandazione non è uno strumento vincolante e spetterà, pertanto, all’Italia decidere come rispondere concretamente alle sollecitazioni provenienti dall’Ue.
Ecco gli obiettivi della Raccomandazione
Più in dettaglio il documento riporta, oltre agli ambiti di applicazione e al riconoscimento delle qualifiche, gli obiettivi:
«1. La raccomandazione stabilisce orientamenti relativi alla semplificazione e allo sveltimento del riconoscimento delle competenze e delle qualifiche dei cittadini di paesi terzi da parte degli Stati membri al fine di rendere il mercato del lavoro dell’Unione più attraente per i cittadini di Paesi terzi ed agevolare la loro integrazione nel mercato del lavoro in linea con le esigenze dell’economia e della società dell’Unione.
2. Le procedure per il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche dei cittadini di paesi terzi dovrebbero far parte di approcci alla gestione della disponibilità di competenze olistici ed estesi a tutta l’amministrazione, in linea con l’evoluzione delle competenze negli Stati membri e a livello dell’Unione. In questo tipo di approccio rientrano il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione, l’attivazione del mercato del lavoro, la mobilità all’interno dell’Unione, le condizioni di lavoro e l’attrazione di talenti dal di fuori del territorio dell’Unione.
3. Gli Stati membri dovrebbero cercare di utilizzare il potenziale della migrazione legale per attirare cittadini di Paesi terzi qualificati per far fronte alle carenze di manodopera e di competenze. In tale contesto, gli Stati membri dovrebbero:
a) mirare a migliorare sistematicamente la loro attrattività quali destinazioni per i cittadini di Paesi terzi con competenze di ogni livello, anche potenziando i sistemi di riconoscimento delle competenze e delle qualifiche, con un conseguente sensibile incremento, ove applicabile, della loro posizione nel quadro dell’indicatore dell’Ocse sull’attrattività dei talenti per i lavoratori con un alto livello di istruzione;
b) valorizzare appieno le competenze e le qualifiche dei cittadini di Paesi terzi nei rispettivi mercati del lavoro, con l’obiettivo di ridurre notevolmente il divario nel tasso di sovraqualificazione tra i cittadini di Paesi terzi e i propri cittadini entro il 2030».
Per saperne di più:
https://eur-lex.europa.eu/search.html?scope=EURLEX&text=RACCOMANDAZIONE+%28UE%29+2023%2F2611+DELLA+COMMISSIONE+del+15+novembre+2023+relativa+al+riconoscimento+delle+qualifiche+dei+cittadini+di+paesi+terzi&lang=it&type=quick&qid=1702646448275
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