Regioni
30 Agosto 2024In una intervista a Sanità33 Elisa Sangiorgi, Dirigente Area Governo del Farmaco e dei Dispositivi medici della Regione Emilia-Romagna, sottolinea il ruolo di supporto della farmacia dei servizi alla sanità territoriale
La sanità territoriale come sistema complesso che deve integrare l’attività delle case di comunità e quella della farmacia dei servizi, il cui supporto è fondamentale soprattutto nelle aree più remote della Regione.
In una intervista a Ludovico Baldessin per Sanità33 Elisa Sangiorgi - Dirigente Area Governo del Farmaco e dei Dispositivi medici della Regione Emilia-Romagna e componente della Commissione Scientifico Economica di Aifa - delinea gli orientamenti della amministrazione regionale in tema di cure primarie e valorizzazione di tutti gli operatori presenti sul territorio.
A breve le farmacie della Regione saranno 1.450, in seguito all’attuazione dell’ultimo concorso ordinario: «È in atto un passaggio dalla farmacia come erogatrice di farmaci alla farmacia come erogatrice di servizi. Da parte nostra crediamo molto nella farmacia dei servizi, stiamo partendo con una sperimentazione riguardante la telecardiologia. E poi una iniziativa che prevede lo sconfezionamento dei farmaci, al fine di contribuire alla lotta contro l’antibioticoresistenza. Un fenomeno che si verifica anche in conseguenza dell’abuso che si fa di questi medicinali».
Ricorda Sangiorgi che già ora la metà delle farmacie regionali è in grado di fornire servizi di telecardiologia, e lo fa al momento in regime privatistico. Di grande importanza, inoltre, il ruolo dei farmacisti nell'aderenza terapeutica: in fase di avvio un progetto regionale focalizzato sulla Bpco.
Tema sostenibilità, Sangiorgi parla di un delicato equilibrio da trovare tra necessità di garantire determinati servizi alla popolazione restando però all'interno di vincoli di bilancio piuttostoi stretti, sia regionali che nazionali.
Da questo punto di vista, sottolinea, il nuovo Regolamento europeo in tema di Health technology assessment (Hta) rappresenta un notevole passo avanti in quanto non considera più soltanto, nella valutazione di una nuova tecnologia sanitaria, i tradizionali criteri di efficacia e sicurezza ma presuppone un più ampio concetto di sostenbilità: sociale, economica, ambientale.
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