Prevenzione
12 Giugno 2026Partecipando alla presentazione del rapporto Pit Salute 2026 di Cittadinanzattiva il presidente della Fofi Andrea Mandelli pone l’accento sull’evoluzione della professione di farmacista

“Il ruolo del farmacista è molto cambiato dopo gli anni del Covid. Per la possibilità di offrire servizi di prossimità, di seguire più da vicino la cronicità in un Paese sempre più anziano. Non solo le tradizionali attività di dispensazione del farmaco e della galenica, ma anche la partecipazione a campagne di screening, non solo oncologiche; le prestazioni di telemedicina; le vaccinazioni”.
Intervenendo da remoto alla presentazione del Rapporto PiT Salute 2026 di Cittadinanzattiva il presidente della Fofi Andrea Mandelli sintetizza l’evoluzione della professione in questi ultimi anni. “La farmacia può avere un grande impatto anche sul tema della prevenzione che, se attuata, consente di ridurre le problematiche legate ai pazienti acuti. Obiettivo importante anche in termini di sostenibilità per il sistema sanitario. Ogni giorno nelle farmacie italiane si praticano elettrocardiogrammi, holter pressori e cardiaci e si segnalano ai pazienti eventuali approfondimenti da fare. Senza contare che, con queste attività, le farmacie contribuiscono a contenere l’annosa problematica delle liste di attesa. Il fatto di fare parte del Piano nazionale vaccinale è per la farmacia una grande conquista, anche se, come spesso succede abbiamo a che fare con il divario esistente tra regione e regione in materia di servizi sanitari. Infine, anche il percorso universitario è cambiato: l’anno prossimo avremo i primi studenti laureati con il nuovo corso di laurea, più in linea con l’evolversi della sanità di oggi”.
Riguardo al Rapporto - presentato a Roma in occasione dei trent’anni di attività dei Punti di Intervento e Tutela (Pit) - da esso si ricava che una mammografia programmata può richiedere fino a 480 giorni di attesa, mentre per una colonscopia urgente, che dovrebbe essere effettuata entro 72 ore, si può arrivare ad aspettare oltre un mese. È la fotografia scattata dalla rete che dal 1996 raccoglie le segnalazioni dei cittadini sui disservizi sanitari.
Nel corso del 2025 sono state registrate 14.176 segnalazioni. A pesare maggiormente sono le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, che rappresentano il 48,2% del totale. In particolare, il 62,2% delle criticità riguarda i tempi di attesa per visite ed esami diagnostici, mentre il 37,2% è legato a problemi di prenotazione, come agende chiuse o bloccate.
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