Salute benessere
21 Dicembre 2023 Per una gestione efficace della patologia cutanea, il farmacista può sensibilizzare sull’importanza di applicare costantemente le creme, anche nelle fasi di terapia di mantenimento

La frequenza e la costanza nell’applicare i trattamenti topici contro la dermatite atopica durante le fasi di riacutizzazione e per la terapia di mantenimento sono fondamentali per gestire al meglio la malattia cutanea. In questo ambito, il farmacista può avere un ruolo nel sensibilizzare i genitori ad applicare in modo continuativo le creme. Ad affrontare il tema è un articolo su PharmacyTimes che ha fatto il punto sui rimedi topici contro la patologia cronica
La dermatite atopica nella popolazione pediatrica
Secondo l’Associazione Nazionale Dermatite Atopica (ANDeA), la dermatite atopica è una malattia cutanea cronica caratterizzata da intenso prurito, secchezza cutanea, rossore diffuso e vescicole su diverse aree del corpo e alterna periodi di remissione a periodi di esacerbazione. Si tratta di una patologia multifattoriale condizionata da fattori genetici e ambientali e si associa spesso ad asma e rinite allergica.
Nei bambini, l’incidenza della malattia è del 10-20%. Nel 60% dei casi l’esordio avviene dei primi due anni di vita e nel 90% dei casi avviene nei primi cinque anni di vita. Dal momento che attualmente non esiste una cura definitiva che porti a una completa guarigione della malattia, è importante gestire la malattia puntando ad alleviare i sintomi e a prolungare le fasi di remissione.
I rimedi topici
La diagnosi di dermatite atopica nei bambini viene generalmente effettuata da un pediatra o da un dermatologo pediatrico che incoraggerà l’uso di creme idratanti come prima strategia non farmacologia. Con il progredire della malattia, però, i genitori dovranno presumibilmente passare ad opzioni terapeutiche farmacologiche, con le terapie topiche generalmente consigliate in prima linea.
Le creme a base di corticosteroidi sono uno dei rimedi locali più diffuso. In fase di riacutizzazione della malattia, si consiglia l’applicazione del trattamento due volte al giorno, mentre come terapia di mantenimento, l’applicazione può essere ridotta a una o due volte a settimana. I tassi di eventi avversi sono bassi, anche se possono esservi ipopigmentazione e comparsa o fuoriuscita di piccoli vasi sottocutanei. Inoltre, i corticosteroidi, sebbene siano un’opzione efficace, possono dare una sensazione di bruciore all’applicazione che può essere un problema nei bambini quando si devono applicare in modo continuativo.
Accanto a questi prodotti, ci sono gli inibitori della calcineurina, come tacrolimus o pimecrolimus, e il crisaborolo, sempre in formulazione topica, che hanno un ruolo nelle fasi di riacutizzazione meno gravi, in combinazione con altri trattamenti o come terapia di mantenimento. I primi sono approvati dai due anni in su e durante la riacutizzazione si incoraggia l’uso due volte al giorno, che può essere ridotta a due o tre volte a settimana in caso di malattia stabile.
I consigli sulla quantità di prodotto da utilizzare
La quantità di crema o unguento generalmente raccomandata è pari a quella che sta sul polpastrello. Tuttavia, questo consiglio è riferito all’unità standard per un adulto e deve essere adattata a neonati, bambini e adolescenti. Nello specifico, i neonati richiedono un quinto della dose degli adulti, i bambini due quinti e gli adolescenti due terzi. Inoltre, saranno i medici a fornire ai genitori le istruzioni di applicazione che possono variare a seconda dell’area interessata e della formulazione del trattamento, se è in crema, unguento o olio.
Fonte:
ANDeA. La dermatite atopica. https://www.andea.it/cose-la-dermatite-atopica/
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