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12 Giugno 2026

Prescrizioni farmaci e istruzioni d’uso: errori frequenti anche tra gli under 65. Ecco quali

Uno studio della Northwestern University rileva che il 32,5% degli adulti tra 35 e 64 anni presenta difficoltà nella comprensione delle prescrizioni, delle modalità di assunzione dei farmaci e delle informazioni ricevute durante le visite, con possibili ripercussioni sulla gestione delle patologie croniche.

di Simona Zazzetta


Prescrizioni farmaci e istruzioni d’uso: errori frequenti anche tra gli under 65. Ecco quali

Non sono solo gli anziani ad avere difficoltà di alfabetizzazione sanitaria. Anche Millennials e Generazione X, tra i 35 e i 64 anni, faticano a leggere correttamente le istruzioni delle prescrizioni mediche, comprendere come assumere i farmaci, orientarsi tra i moduli sanitari o ricordare le informazioni ricevute durante le visite mediche per la gestione delle patologie croniche. Lo rivela uno studio condotto dalla Northwestern University Feinberg School of Medicine e pubblicato sul Journal of General Internal Medicine.

Le ricerche hanno finora evidenziato che oltre la metà degli over 65 presenta difficoltà nell'interazione con il sistema sanitario, dalla gestione delle prescrizioni alla comprensione degli esami clinici. Questo, sottolineano i ricercatori, è il primo studio a concentrarsi sugli adulti di mezza età, analizzando competenze necessarie per la gestione di condizioni comuni come ipertensione, ipercolesterolemia e diabete, che si manifestano frequentemente in questa fase della vita.

Un adulto su tre presenta una bassa alfabetizzazione sanitaria

Lo studio ha coinvolto 1.000 adulti in cura presso ospedali affiliati alla Northwestern University e centri sanitari federali qualificati dell'area di Chicago. coinvolgendo pazienti che avevano effettuato almeno una visita medica nell'ultimo anno oppure ne avevano una programmata nei sei mesi successivi. 
I ricercatori hanno valutato l'alfabetizzazione sanitaria, cioè la capacità di una persona di accedere, comprendere, valutare e utilizzare le informazioni sanitarie per prendere decisioni appropriate riguardo alla propria salute, alla prevenzione delle malattie e alla gestione delle cure, insieme alle competenze di autogestione della salute e alla funzionalità fisica auto-riferita.

I partecipanti hanno completato interviste e attività pratiche, tra cui l'interpretazione delle istruzioni riportate nelle prescrizioni del medico. Dovevano, ad esempio, comprendere se un farmaco dovesse essere assunto con il cibo, se fosse possibile consumare alcol o esporsi alla luce solare durante il trattamento. Inoltre, veniva chiesto di ricordare le indicazioni ricevute dal medico dopo aver visionato un video clinico sulla diagnosi di malattia da reflusso gastroesofageo e di interpretare materiale informativo sanitario scritto.

Nella pratica clinica, osservano i ricercatori. l'attenzione si concentra spesso sul fatto che il paziente assuma o meno la terapia prescritta, mentre viene verificato meno frequentemente se la stia assumendo correttamente. Un paziente, quindi, può essere convinto di seguire la terapia prescritta solo perché semplicemente assume il farmaco ma, allo stesso tempo, commettere errori nelle modalità di utilizzo del medicinale..

I risultati mostrano che il 32,5% dei partecipanti presentava scarse competenze di alfabetizzazione sanitaria. Una minore alfabetizzazione sanitaria era associata a reddito più basso, minore livello di istruzione e disoccupazione.

Coloro che avevano competenze inferiori presentavano inoltre più patologie croniche, ricevevano un numero maggiore di prescrizioni farmacologiche e ottenevano risultati peggiori nei test cognitivi.
I pazienti, psiegano gli autori, differiscono non solo per caratteristiche demografiche, ma anche per la loro capacità di gestire la propria salute.

Comprendere le terapie è parte dell'aderenza terapeutica

Lo studio richiama l'attenzione su un aspetto spesso trascurato della gestione delle malattie croniche: l'aderenza terapeutica non dipende soltanto dalla volontà del paziente di seguire le cure, ma anche dalla sua capacità di comprendere correttamente le istruzioni ricevute.

Assumere regolarmente un farmaco non significa necessariamente utilizzarlo in modo appropriato. Errori relativi agli orari di assunzione, alle modalità d'uso, alle precauzioni da adottare o alle possibili interazioni possono compromettere l'efficacia della terapia e aumentare il rischio di eventi avversi. Il tema assume particolare rilevanza nei pazienti affetti da più patologie croniche e in politerapia, che rappresentano proprio il gruppo in cui lo studio ha rilevato maggiori difficoltà.

Informazioni sanitarie troppo complesse

Secondo gli autori, molti materiali informativi destinati ai pazienti sono attualmente scritti a un livello di lettura corrispondente alla scuola superiore o all'università. Per questo raccomandano di semplificare le informazioni sanitarie utilizzando un linguaggio più chiaro e accessibile, adatto a studenti di scuola media.

"Non pensavamo che il problema fosse così diffuso, ma il fatto che le persone raggiungano i 35-40 anni e non siano state adeguatamente preparate a svolgere compiti di base per la propria salute è davvero significativo", commenta Abigail Vogeley, prima autrice dello studio. -Questo lavoro non si propone di evidenziare ciò che le persone non sanno fare, ma piuttosto di capire se possiamo confondere meno i pazienti".

"Nella mezza età non esiste un 'manuale d'uso' chiaro per interagire con il sistema sanitario", aggiunge Michael Wolf 'autore senior dello studio. - I nostri risultati suggeriscono che non stiamo preparando adeguatamente le persone a interagire e gestire la propria assistenza sanitaria".

Le implicazioni per il sistema sanitario

Secondo gli autori, il problema va oltre il singolo paziente e coinvolge l'intero sistema sanitario. 
"Si spendono miliardi per lo sviluppo di farmaci, ma si investe molto meno per aiutare i pazienti a usarli correttamente" - afferma Wolf. - Migliorare la comprensione potrebbe migliorare significativamente i risultati e ridurre i danni. Diamo per scontato che le persone di mezza età sappiano cosa fare per la propria salute, anche se questa è la fase in cui iniziano a manifestarsi le patologie croniche e la diagnosi è spesso ritardata a causa del modo variabile in cui i pazienti utilizzano i servizi sanitari".

Se i pazienti non gestiscono correttamente le patologie croniche, ciò può comportare ricoveri ospedalieri e un peggioramento delle condizioni di salute.
"L'attenzione si è sempre concentrata sugli anziani, che si presume assumano dosi errate di farmaci a causa del declino cognitivo, ma i nostri risultati suggeriscono che l'alfabetizzazione sanitaria è subottimale anche nella mezza età" - ocnclude Vogeley. - Gli adulti di mezza età diventano anziani, quindi, se guardiamo la questione da una prospettiva ottimistica, questo può essere un ambito in cui intervenire".

Fonte:

https://news.northwestern.edu/stories/2026/06/one-in-three-middle-aged-adults-struggle-with-basic-everyday-health-tasks?fj=1#tab-panel1

TAG: PRESCRIZIONE, CATTIVO USO DEI FARMACI, ADERENZA ALLA TERAPIA

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