Lavorare in farmacie Svizzera, transfrontalieri in calo dopo modifica legge federale
La modifica della legge federale sulle professioni mediche, entrata in vigore in Svizzera da più di un anno,ha interrotto lo spostamento annuo di circa una trentina farmacisti con diritto di effettuare sostituzioni, come dimostra il numero di farmacisti abilitati al libero esercizio registrati all'Ordine dei farmacisti del Canton Ticino passati da 619 del 30 aprile 2018, ai 568 membri del 30 aprile 2019. Lo riporta sulla stampa locale Federico Tamò, portavoce dell'Ordine dei farmacisti del Canton Ticino che spiega quella che è la riduzione più marcata degli ultimi anni: un calo del 10%. «Abbiamo aggiornato la banca dati - osserva Tamò - C'erano nomi non più attuali che sono stati tolti». La nuova legge federale dispone un perfezionamento post-laurea di due anni per i neo-farmacisti che intendono accedere al libero esercizio della professione e secondo Giovan Maria Zanini dell'Ufficio del farmacista cantonale, «come previsto l'obbligo ha di fatto interrotto l'arrivo in Ticino di farmacisti provenienti dall'Italia» valutato di circa 30 farmacisti ogni anno che, si spiega nell'articolo, "una volta ammessi al libero esercizio, avevano il diritto di effettuare sostituzioni ed erano perciò molto appetibili dal mercato indigeno".Zanini sottolinea che questo "travaso", a partire dal 2014 si era intensificato e ha creato qualche preoccupazione nel settore nonché un rischio di pressione al ribasso del livello generale dei salari. Con questo aggiornamento dell'Ordine oggi risulta che nel Ticino ci sono 568 farmacisti e le farmacie 200, un numero che secondo Zanini è coerente al fabbisogno professionale e lo stesso Zanini commenta: «Personalmente ritengo che il numero attuale sia confacente alle nostre esigenze, per cui giudico positivamente questo blocco degli arrivi dall'estero. La nostra priorità attualmente consiste nel garantire ai neodiplomati che escono dalle nostre università l'accesso ai posti di perfezionamento». Nel modello federale ci sono due modalità di accesso alla professione: da assistenti usciti dalla scuola professionale e da farmacisti laureati, "sempre più formati". Tra queste due figure non c'è rischio di sovrapposizione di ruoli, spiega il portavoce dell'Ordine ««Le due figure sono importanti e necessarie per il buon funzionamento di una farmacia. L'assistente ha le proprie competenze e garantisce una presa a carico di primo approccio, ma la responsabilità è poi del farmacista. Un modello senza le due figure non riesco ad immaginarlo».
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