Covid-19. Immuni: stanziati fondi per call center unico. Supporto ai soggetti positivi
Il nuovo Decreto Ristori da oggi in Gazzetta ufficiale, introduce un call center unico nazionale per l'applicazione di contact tracing Immuni
Il nuovo Decreto Ristori, da oggi in Gazzetta ufficiale, introduce un call center unico nazionale per l'applicazione di contact tracing Immuni. Nato per risolvere un problema di cui si erano lamentati moltissimi utenti di quest'app: dopo aver ricevuto la notifica, che li avvisava di un avvenuto contatto a rischio con una persona contagiata dal virus, erano costretti a inseguire il proprio medico per sapere cosa fare; e se quello era irreperibile o non era istruito sul da farsi scattava il panico.
Supporto telefonico e telematico a positivi e sui contatti stretti
Il call center avrà un ruolo anche per utenti Immuni positivi al virus, i cui codici chiave vanno caricati sul sistema sanitario. Questi codici consentono poi all'app di avvisare tutti gli utenti Immuni che sono stati a contatto a rischio con il contagiato. Il call center in questo caso sembra rispondere a un altro problema, il principale nella corsa al tracciamento, riscontrato nelle scorse settimane: le strutture sanitarie (Asl, Usl, Ats e gli stessi medici di famiglia) spesso tralasciavano di caricare questi codici nel sistema, con il risultato di bloccare così l'attività di tracciamento contagi. Per il call center vengono stanziati un milione di euro per il 2020 e 3 milioni per il 2021. Il call center sarà attivato presso il ministero della Salute. «Un servizio nazionale di supporto telefonico e telematico alle persone risultate positive al virus Sars-Cov-2, che hanno avuto contatti stretti o casuali con soggetti risultati positivi o che hanno ricevuto una notifica di allerta attraverso l'applicazione Immuni», si legge nel decreto. Il call center sarà chiamabile quindi da tutti i «contatti stretti», anche quelli trovati con il tracciamento manuale e non solo da chi riceve relativa notifica di Immuni. Immuni, però, contribuisce ancora poco ai tentativi di contenere la seconda ondata di coronavirus che sta colpendo l'Italia. Se si guardano i numeri pubblicati sul sito ufficiale dell'app, aggiornati al 27 ottobre, si nota che nonostante i 9,4 milioni di download Immuni ha inviato soltanto 41.426 notifiche di esposizione a rischio. Inoltre, sono soltanto 1.673 le persone positive al coronavirus che hanno usato l'app per avvertire i loro contatti stretti. Considerando che in Italia ormai si registrano più di 20 mila contagi al giorno, il risultato finale è insufficiente. Anche inserire i propri dati in caso di positività, da come è stato denunciato dal programma televisivo Le Iene, risulta molto complesso.
Quando farmacia e dispensario fanno capo allo stesso soggetto giuridico, il fatturato deve essere considerato unitariamente. Ne consegue che non è possibile “separare” i due punti di erogazione...
La Corte di giustizia dell’Unione europea chiarisce che le preparazioni galeniche officinali non sono soggette alla direttiva sui medicinali e quindi non richiedono Aic, ma conferma che gli Stati...
E' stato esaminato il caso di un farmacista che aveva continuato a esercitare durante la sospensione per mancato obbligo vaccinale. Il Tribunale chiarisce il perimetro del reato di esercizio abusivo...
Quando un Comune cede una farmacia comunale trasformandola in farmacia privata, la procedura di vendita può essere aperta solo ai soggetti che la legge ammette come titolari di farmacia privata. Il...
A cura di Avv. Rodolfo Pacifico
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
Nelle forme croniche il prurito può compromettere sonno, benessere psicologico e qualità della vita ed essere il segnale di patologie dermatologiche o sistemiche. Dai dermatologi emerge...