Europa
17 Gennaio 2024 Atezolizumab in iniezione sottocutanea, immunoterapia per diversi tumori, è stata autorizzata dalla Commissione europea. È più rapida e meglio accettata dai pazienti

La Commissione Europea ha autorizzato l’immissione in commercio di atezolizumab come prima immunoterapia antitumorale anti-PD-(L)1 in formulazione sottocutanea (SC) disponibile nell’UE per il trattamento di diversi tipi di tumore come quello del polmone e della mammella. L’iniezione sottocute è rapida, infatti il tempo di trattamento è ridotto dell’80% rispetto a quello in formulazione endovenosa, e preferita sia di pazienti che dagli operatori sanitari. Lo annuncia l’azienda farmaceutica, Roche, che sta lavorando con i sistemi sanitari nazionali per garantire un rapido accesso dei pazienti al prodotto.
Dalla formulazione endovenosa alla sottocutanea
Nell’ultimo anno, oltre 38.000 persone nell’UE hanno ricevuto atezolizumab per il trattamento di diversi tipi di tumore del polmone, del fegato, della vescica e della mammella. Finora il prodotto è stato somministrato mediante infusione endovenosa, che richiede circa 30-60 minuti. La nuova iniezione sottocutanea, approvata per tutte le indicazioni di atezolizumab infusione endovenosa, ridurrà il tempo di trattamento a circa 7 minuti, con una durata fra quattro e otto minuti per la maggior parte delle iniezioni.
“Siamo lieti di aver ottenuto l’autorizzazione a livello europeo per la prima immunoterapia antitumorale anti-PD-L1 per uso sottocutaneo - ha dichiarato Levi Garraway, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche - La somministrazione di atezolizumab per via sottocutanea offre ai pazienti una maggiore flessibilità e contribuisce a generare un risparmio di risorse a beneficio dei sistemi sanitari pubblici”.
Somministrazione più facile e più rapida
“Garantire la migliore qualità di vita possibile alle persone che convivono con un tumore è prioritario - ha affermato Enriqueta Felip, Responsabile dell’unità di oncologia toracica dell’Ospedale di Vall d’Hebron di Barcellona - La disponibilità di un’opzione immunoterapica antitumorale in formulazione sottocutanea potrà fare la differenza per i pazienti e i loro familiari, grazie all’opportunità di ridurre al minimo il tempo di somministrazione e consentire, dove possibile, il trattamento al di fuori dell’ospedale”.
L’approvazione si basa sui dati registrativi dello studio di fase IB/III IMscin001, che ha evidenziato un profilo di sicurezza ed efficacia in linea con la formulazione endovenosa. Il 90% degli operatori sanitari intervistati durante lo studio è concorde nel ritenere la formulazione sottocutanea facile da somministrare e il 75% ha dichiarato che questa opzione potrebbe consentire un risparmio di tempo, a livello di organizzazione sanitaria, rispetto alla formulazione endovenosa.
Silvia Novello, Professoressa ordinaria di Oncologia Medica, Università degli Studi di Torino, Presidente WALCE Onlus, aggiunge: “Come WALCE Onlus siamo impegnati quotidianamente nel supporto ai pazienti e ai loro familiari per favorire una migliore qualità di vita. È quindi per noi assolutamente una buona notizia venire a conoscenza dell’approvazione di atezolizumab SC da parte di EMA. Questo tipo di somministrazione sicuramente sarà maggiormente gradita ai pazienti: passare da una somministrazione endovenosa ad un’iniezione sottocutanee ha certamente un impatto psicologico positivo oltre che un guadagno di momenti preziosi (da circa 1 ora per l’infusione a pochi minuti per l’iniezione) per il paziente e il suo caregiver. Per il personale sanitario questo significherà poter riorganizzare l’attività di Day Hospital, migliorare i flussi e, a tendere, ridurre potenzialmente le liste di attesa per l’erogazione della terapia”.
Efficacia e sicurezza di atezolizumab verificate nello studio IMscin001 La nota riporta che IMscin001 è lo studio di fase IB/III, globale, multicentrico e randomizzato che ha valutato la farmacocinetica, la sicurezza e l’efficacia di atezolizumab SC rispetto ad atezolizumab EV in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico, che non hanno risposto a una precedente terapia a base di platino. L’analisi ha coinvolto 371 pazienti. Lo studio ha soddisfatto gli endpoint primari, dimostrando la non inferiorità, in termini di esposizione ad atezolizumab, della formulazione somministrata per via sottocutanea rispetto alla formulazione somministrata per via endovenosa. I livelli ematici di atezolizumab sono stati valutati sulla concentrazione minima raggiunta dopo la somministrazione del farmaco e sull’esposizione al trattamento. L’efficacia, valutata in funzione di tasso di risposta globale, sopravvivenza libera da progressione, sopravvivenza globale e durata della risposta, è risultata simile tra i bracci di trattamento SC ed EV, nonché in linea con il profilo noto di atezolizumab EV. Anche il profilo di sicurezza di atezolizumab SC si è rivelato coerente con quello di atezolizumab EV.
Cos’è e come funziona Atezolizumab SC
Atezolizumab, afferma la nota, è un’immunoterapia antitumorale che può essere usata in un’ampia gamma di tumori. Atezolizumab SC e atezolizumab EV contengono lo stesso anticorpo monoclonale ed è stato concepito per legarsi a una proteina chiamata ligando 1 di morte cellulare programmata (PD-L1), espressa sulle cellule tumorali e sulle cellule immunitarie infiltranti il tumore, in modo da bloccarne le interazioni con i recettori PD-1 e B7.1. Inibendo PD-L1, atezolizumab può consentire l’attivazione dei linfociti T.
Il farmaco sottocute combina atezolizumab a Enhanze, una tecnologia di somministrazione sviluppata da Halozyme Therapeutics, che si basa su una ialuronidasi umana ricombinante proprietaria PH20 (rHuPH20), un enzima che degrada a livello locale ed in maniera temporanea l’acido ialuronico nello spazio sottocutaneo. Questa caratteristica aumenta la permeabilità del tessuto sottopelle, creando lo spazio necessario per accogliere il volume di atezolizumab somministrato, consentendone il rapido assorbimento nel sangue.
Atezolizumab SC è stato approvato per la prima volta nel Regno Unito ad agosto 2023 e le indicazioni approvate per la formulazione sottocute riflettono quelle dell’endovenosa.
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