Covid-19, Gimbe: migliorano i numeri della pandemia ma vaccinazione non accelera
In lieve calo i nuovi casi di Covid-19, stabili i ricoveri e le terapie intensive, ma ancora a rilento il ritmo della campagna vaccinale. I dati del monitoraggio della Fondazione Gimbe
In lieve calo i nuovi casi di Covid-19, i decessi e le persone in isolamento domiciliare, stabili i ricoveri con sintomi e le terapie intensive ma ancora a rilento il ritmo della campagna vaccinale "lontano dagli obiettivi fissati per aprile dal piano Figliuolo", e con il caso AstraZeneca si rischiano "ulteriori rallentamenti, la copertura vaccinale di anziani è ancora insufficiente e quella dei soggetti fragili non nota". Questo il quadro rilevato dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe nella settimana 31 marzo-6 aprile 2021.
Meno casi e meno decessi e pochi ricoveri in più
I dati della Fondazione segnalano in questa settimana 2.868 decessi (-4,4%), +27 casi in terapia intensiva (+0,7%), +106 ricoverati con sintomi: (+0,4%), in calo i soggetti in isolamento domiciliare (-1,4%), i nuovi casi (-11,1% e i casi attualmente positivi (-1,3%). «Per la terza settimana consecutiva - spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - continua la lenta discesa dei nuovi casi, anche se il calo degli ultimi giorni è sovrastimato per il tracollo dell'attività di testing durante il periodo pasquale: -128.141 persone testate rispetto alla settimana precedente e -304.499 rispetto a quella ancora prima». «La lentezza con cui scendono i nuovi casi - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi sanitari della Fondazione Gimbe - insieme alla limitata copertura vaccinale dei soggetti più fragili non permettono di ridurre la pressione sugli ospedali, dove la situazione rimane critica». Le soglie di allerta di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid in area medica (>40%) e in terapia intensiva (>30%) si attestano rispettivamente al 44% e al 41%, con 8 Regioni sopra soglia per l'area medica e 14 sopra soglia per le terapie intensive. Per queste ultime preoccupa il superamento del 50% in Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Marche, Valle d'Aosta, con una punta del 60% in Lombardia. «Sui nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva - sottolinea Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe - la media mobile a 7 giorni ha iniziato la discesa, ma il valore registrato il 6 aprile (229 ingressi/die) rimane ancora superiore a quello di un mese fa (202 ingressi/die)».
Vaccini: i dati sulle somministrazioni
Al 7 aprile hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 3.593.223 milioni di persone (6% della popolazione), con notevoli differenze regionali: dal 7,7% del Piemonte al 4,7% di Campania e Sardegna. Guardando le categorie più fragili, degli oltre 4,4 milioni di over 80, 1.627.429 (36,8%) hanno completato il ciclo vaccinale e 1.264.690 (28,6%) hanno ricevuto solo la prima dose, con importanti differenze regionali. Nella fascia degli oltre 5,9 milioni tra 70 e 79 anni, solo 131.931 (2,2%) hanno completato il ciclo vaccinale e 853.458 (14,3%) hanno ricevuto solo la prima dose, con rilevanti difformità tra le Regioni. Per i soggetti a elevata fragilità è impossibile effettuare analisi in assenza di una specifica categoria di rendicontazione dei vaccini somministrati a persone estremamente vulnerabili e a portatori di disabilità gravi. «La lenta discesa dei contagi nelle ultime due settimane - conclude Cartabellotta - sovrastimata dal drastico calo dei tamponi non deve alimentare irrealistiche illusioni. Oggi siamo in piena terza ondata, con una situazione ospedaliera molto critica in oltre metà delle Regioni e, al di là dell'aneddotica e di studi preliminari, non esistono terapie domiciliari di documentata efficacia utilizzabili su larga scala per ridurre le ospedalizzazioni. Sul fronte vaccini, il ritmo della campagna è ancora lontano dagli obiettivi fissati per aprile dal piano Figliuolo, il caso AstraZeneca rischia di determinare ulteriori rallentamenti, la copertura vaccinale di anziani è ancora insufficiente e quella dei soggetti fragili non nota. Infine, nel piano delle riaperture è fondamentale tenere conto che non sono stati attuati interventi strutturali né a livello sanitario (potenziamento testing & tracing) né a livello di sistema (mezzi di trasporto, areazione scuole e locali pubblici, etc). In questo scenario, spettano al Governo Draghi ardue scelte politiche per contemperare il diritto alla salute con gli altri diritti e le libertà tutelati dalla Costituzione al fine di consentire il rilancio delle attività economiche e la ripresa del Paese».
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A cura di Redazione Farmacista33
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