Terza dose anti-Covid, farmacie già operative. Ipotesi hub per ampliamento platea
Dal 1° dicembre si apre una nuova fase della campagna di vaccinazione anti-Covid, la macchina vaccinale ha circa 3 settimane per entrare a regime con farmacie e hub
Dal 1° dicembre si apre una nuova fase della campagna di vaccinazione anti-Covid con l'obiettivo contenere ulteriormente i contagi e con l'estensione della terza dose alla fascia 40-60 anni, che amplia la platea attualmente costituita da over 60, fragili, immunodepressi, ospiti delle Rsa e sanitari, la macchina vaccinale ha circa 3 settimane per entrare a regime con farmacie e hub.
Farmacie coinvolte per la dose booster
Il ministro della Salute lo ha annunciato, dal 1° dicembre in Italia partirà una nuova somministrazione del vaccino anti covid (Pfizer o Moderna) come dose booster ai cittadini della fascia 40-60 anni, a distanza di 6 mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione. Sono anche già state definite le modalità per il richiamo da destinare a chi è stato vaccinato con il monodose Johnson & Johnson: anche in questo caso, come per la dose booster per gli over 40, vaccino mRna a 6 mesi dalla prima somministrazione. Tre settimane di tempo, quindi per portare di nuovo a regime la logistica vaccinale che in alcune regioni si sta già delineando coinvolgendo anche le farmacie. «Il Lazio è pronto», dice l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato a cui fa eco il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che in un tweet scrive: «Nel Lazio alta adesione per la terza dose in farmacia, ottimo segnale. Grazie a Federfarma, avanti così». Una tendenza confermata anche da Eugenio Leopardi, presidente di Federfarma Lazio: «La somministrazione in farmacia delle terze dosi di vaccino anti Covid, al personale sanitario e ai cittadini over 60, sta andando bene. La percezione che abbiamo è che la persona anziana ha capito che si deve proteggere. E lo fa attraverso il vaccino. L'adesione è alta e i cittadini gradiscono la possibilità di potersi vaccinare in farmacia che è una porta aperta, su strada, al Servizio sanitario nazionale, dove si entra senza bussare». Un segnale di come la cittadinanza nel Lazio sia propensa alle terze dosi, così come accaduto per le prime due somministrazioni che hanno visto la Regione primeggiare in Italia. «Come farmacie del Lazio - ha spiegato Leopardi - abbiamo avuto a disposizione, per ogni esercizio, da parte della Regione 36 dosi a settimana per i booster. E una volta messa l'agenda on line le prenotazioni vengono esaurite subito, in poche ore». In Lombardia, il booster viene già somministrato anche in 365 farmacie che hanno confermato la propria disponibilità e ricevuto l'abilitazione al termine del ciclo formativo. Nella regione, tutti i cittadini vaccinati da almeno 6 mesi con un'unica dose di vaccino Johnson & Johnson possono accedere al richiamo con un vaccino mRna. Anche il Piemonte è pronto a partire con un piano già delineato. Chi ha maturato i 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale riceverà un sms di convocazione. Da lunedì 8 novembre le persone tra 60 e 79 anni potranno farsi iniettare la terza dose del vaccino contro il Covid in oltre 500 farmacie anche se le altre due dosi sono state ricevute in punti vaccinali diversi. «Anche questa volta - commentano Massimo Mana, presidente Federfarma Piemonte e Mario Corrado, coordinatore regionale Assofarm - le farmacie si sono messe a disposizione della cittadinanza e della Regione facendo la propria parte nella gestione della pandemia, come sin dall'inizio».
Ipotesi riapertura hub vaccinali
Lo sguardo della logistica è rivolto anche verso gli hub vaccinali, che erano stati gradualmente dismessi. Secondo quanto riporta Repubblica oggi, per la struttura commissariale per l'emergenza il numero dei punti vaccinali negli ultimi mesi è rimasto stabile a 2.900, ma includendo anche le strutture piccole, poliambulatori delle Asl che hanno sostituito gli hub. I grandi centri vaccinali dopo l'estate sono diminuiti di circa il 30%. Ora, con l'introduzione della fascia 40-50, la platea delle persone che potranno chiedere la terza dose infatti è quasi raddoppiata, passando da 20 a 35 milioni. Il generale Figliuolo ha già detto che dal punto di vista delle scorte non ci sono problemi, spinge perché tutte le Regioni si attrezzino per accogliere i cittadini senza farli prenotare e chiede che ci sia chiamata attiva dei cittadini, cioè vanno contattati in particolare i più fragili per invitarli a fare la somministrazione.
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A cura di Redazione Farmacista33
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