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23 Marzo 2020

Covid 19, alimentazione corretta e regole di igiene nella manipolazione dei cibi


La nutrizione ai tempi del Covid-19: a più di tre settimane dallo scoppio dell'epidemia ecco i punti fermi e i consigli degli esperti nutrizionisti e infettivologi

In virtù delle misure di contenimento previste dal decreto dell'11 marzo, che sono state imposte per limitare il contagio e la diffusione del virus Sars Cov-2 - responsabile della pandemia di Covid19 in corso - la popolazione ha subito un brusco ridimensionamento della routine quotidiana. Ridimensionamento che costringe una larga parte a una maggior sedentarietà per la forzata permanenza a casa, sia che si continui l'attività lavorativa in smart working, sia che si usufruisca di congedi o ferie. È necessario scandire la giornata secondo ritmi e nuove abitudini che aiutino a mantenere l'organismo in salute e a ridefinire uno stile di vita che comprenda una dose di esercizio e un rapporto equilibrato col cibo.
Arriva dagli esperti di Sinu (la Società italiana di nutrizione umana) una raccomandazione che riguarda il rapporto fra cibo e prevenzione di Covid19.
Il nostro organismo è una macchina che funziona quando tutti gli elementi essenziali sono forniti quotidianamente attraverso una dieta corretta ed equilibrata. Non ci sono ricette miracolose contro le infezioni virali, ripetono incessantemente, salvo seguire uno stile di vita e alimentare corretto che aiuti il processo di guarigione e, in tempi di riduzione della vita sociale, eviti l'aumento di peso per il tempo passato fra le pareti di casa.

Alimentazione corretta

Sinu, riguardo a cosa mangiare e come, dà alcune indicazioni di buon senso che dovrebbero essere seguite per non compromettere o appesantire lo stato di salute.
Eccole.

•portare in tavola solo quello che si è deciso di mangiare, in quantità pari a una porzione "giusta" di ogni portata senza aggiungere altro
•ridurre il consumo di bevande zuccherate e di altri prodotti ricchi di zuccheri, controllare la quantità di sale e di condimenti ricchi di grassi
•almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura, fonti di minerali e vitamine (particolarmente vit. C e vit. A), che aiutano a rafforzare le difese immunitarie e la protezione delle vie respiratorie
•mantenere una regolare sia pur limitata attività motoria, ad es. cyclette, tapis roulant ma anche ginnastica a corpo libero 1 o 2 volte al giorno e cercare se possibile di esporre ogni giorno braccia e gambe al sole per 15-30 minuti per favorire la sintesi endogena di vitamina D
•dedicare maggiore attenzione e un po' più di tempo alla preparazione di cibi più salutari e più gustosi, nel rispetto delle nostre tradizioni mediterranee
•non assaggiare durante la preparazione dei piatti e non mangiare mai in piedi e frettolosamente, ma apparecchiare ogni volta la tavola; la convivialità nei pasti e il coinvolgimento nella preparazione aiutano e incoraggiano i ragazzi ad avere ogni giorno un'alimentazione varia, ricca di frutta, verdura e legumi fornendo loro il buon esempio.

Sicurezza del cibo acquistato

Sul versante relativo alla sicurezza del cibo acquistato sono arrivate diverse conferme di quanto ad inizio epidemia era già stato ipotizzato: non c'è trasmissione del virus Sars Cov-2 attraverso il cibo, ma è necessario mantenere le regole igieniche di base nel maneggiarlo. Efsa ha confermato in un comunicato che "le esperienze fatte con precedenti focolai epidemici riconducibili ai coronavirus, come il coronavirus della sindrome respiratoria acuta grave (Sars-CoV) e il coronavirus della sindrome respiratoria mediorientale (Mers-CoV), evidenziano che non si è verificata trasmissione tramite il consumo di cibi".
Posizione condivisa anche dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) che ribadisce che il virus si diffonde principalmente tramite goccioline respiratorie che le persone emettono quando starnutiscono, tossiscono o respirano.
BfR, l'organismo tedesco preposto alla valutazione del rischio, infine, ha pubblicato una serie di conclusioni, sulla base dell'analisi dei dati di letteratura con cui sgombra il campo da dubbi molto "comuni" come per esempio la sopravvivenza del virus in alimenti eventualmente contaminati e congelati: "I precedenti coronavirus Sars e Mers, riassume BfR, sono risultati resistenti al freddo, riuscendo a rimanere attivi e infettivi a meno -20 °C per un massimo di 2 anni. Tuttavia, non ci sono prove ad oggi di trasmissione di infezione per Sars CoV-2 attraverso il consumo di alimenti, compresi alimenti congelati".

Corretta igiene nella manipolazione e cottura dei cibi

Insomma, una corretta igiene nella manipolazione dei cibi, cottura compresa, può scongiurare che diventino un veicolo di trasmissione e si confermano ancor più importanti le buone regole di base: lavare frequentemente e in modo accurato le mani (soprattutto prima della preparazione dei cibi) e pulire le superfici di lavoro con disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all'1% (candeggina).
Infine, arrivano i primi dati di un nuovo studio statunitense che ha valutato la resistenza del virus sulle superfici più comuni. Sono state scelte per la sperimentazione rame, cartone, acciaio inossidabile e plastica. Rame e cartone sono i materiali su cui il virus resiste meno: la capacità infettiva su queste superfici si dimezza in meno di due ore per il rame ed entro 5 ore sul cartone. Dopo 4 ore per il rame e 24 ore per il cartone il virus perde del tutto la sua carica infettiva.
Plastica e acciaio sono invece le superfici che offrono maggior protezione e persistenza.
La carica si dimezza in 6 ore sull'acciaio inossidabile e in 7 sulla plastica. Per l'azzeramento completo sono invece servite 48 ore per l'acciaio e 72 per la plastica. Per questo rimane importante sanificare le superfici lavabili (anche con acqua e sapone) e lavarsi le mani dopo aver toccato gli oggetti (soprattutto in luoghi pubblici come i negozi).

Francesca De Vecchi

TAG: SCIENZA DELLA NUTRIZIONE, CORONAVIRUS, COVID-19, SARS-COV-2

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