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26 Settembre 2023 Una integrazione di taurina potrebbe rallentare l’invecchiamento. Lo studio americano ha coinvolto i topi, ma si esaminano anche i dati sull’uomo

Secondo uno studio pubblicato lo scorso giugno dalla rivista Science l’integrazione di taurina potrebbe rallentare l’invecchiamento. È noto che la concentrazione nel sangue di taurina diminuisce con l’età nei topi, nelle scimmie così come nell’uomo. Sono pochi però i dati sperimentali disponibili (soprattutto sull’uomo) a sostegno.
Taurina è un aminoacido semi essenziale: ecco dove trovarlo
Per capire l’effetto di questo fenomeno sui processi di invecchiamento, ad una popolazione di topi maschi e femmine di mezza età è stata somministrata una volta al giorno una soluzione di taurina fino al termine della vita. I soggetti alimentati con taurina - di entrambi i sessi - sono sopravvissuti più a lungo dei topi di controllo, che non avevano assunto taurina. Quello che i ricercatori hanno registrato è un aumento dal 10 al 12% della durata mediana della vita e del 18-25% dell’aspettativa a 28 mesi. Taurina è un aminoacido semi essenziale presente in minima parte in alcuni alimenti di origine animale e che l’organismo adulto riesce a sintetizzare a partire da metionina e cisteina (per la sua struttura non viene inglobato nelle strutture proteiche). La biosintesi avviene principalmente nel fegato, nel rene, in misura minore, nel cervello. È usata come integratore nelle bevande energetiche e dati di letteratura rimandano ai suoi effetti antiossidanti e neuroprotettivi, sottolineando la relazione con la salute.
Test in vivo: ridotta la senescenza cellulare
Non è noto ad oggi, invece, se le concentrazioni di taurina nel sangue influenzino l'invecchiamento e come. Tornando all’esperimento sui topi, l’integrazione di taurina non sembra solo aver avuto un effetto positivo sulla durata, ma anche sulla qualità della vita, in termini di salute. I ricercatori hanno visto, infatti, un miglioramento sulla densità ossea, sulla funzionalità dei muscoli, del pancreas, del cervello (memoria), sull’intestino e sul sistema immunitario. Stesso esito sulle scimmie.
Per capire se l’effetto trascendesse la specie sono state quindi testate anche le conseguenze di un’integrazione su vermi e lieviti. Mentre sui lieviti unicellulari non si è vista alcuna differenza nella durata della vita replicativa, nei vermi sì. Come ha agito l’integrazione? Riducendo la senescenza cellulare, proteggendo contro la carenza di telomerasi, sopprimendo la disfunzione mitocondriale, diminuendo il danno al DNA e attenuando i marker di infiammazione nel sangue – tutti processi connessi all’invecchiamento.
Obesità e ipertensione con bassi livelli di taurina: servono approfondimenti Secondo i ricercatori sono necessari ampi studi randomizzati per comprendere nell’uomo la relazione fra taurina e invecchiamento. Tuttavia, partendo da uno studio precedente in cui erano stati raccolti e analizzati campioni di sangue di 12000 partecipanti europei di età superiore a 60 anni hanno infine voluto valutare l’associazione fra alcuni marker di salute e la taurina. Hanno visto che obesità addominale, ipertensione, infiammazione e prevalenza del diabete di tipo 2 erano maggiori nelle persone con minori concentrazioni di taurina. Mentre in seguito ad un periodo di esercizio fisico la concentrazione di taurina nel sangue era aumentata, fatto che potrebbe spiegare perché l’attività fisica abbia effetti anti-aging sull’organismo.
"Negli ultimi 25 anni, gli scienziati hanno cercato di trovare fattori che non solo ci permettano di vivere più a lungo, ma ci mantengano sani per più tempo", ha detto Vijay Yadav, assistente professore di genetica e sviluppo presso la Columbia University Vagelos College of Physicians and Surgeons di New York, a capo dello studio di Science. I dati ad oggi sono incoraggianti ma ancora lontani da una risposta certa: rimangono da capire come agisca taurina nell’organismo e le differenze fra i diversi animali, incluso l’uomo, hanno concluso i ricercatori.
Bibliografia:
Singh P, Gollapalli K, Mangiola S et al. Taurine deficiency as a driver of aging. Science, 2023, Vol. 380, Issue 6649.
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