Alimentazione
23 Ottobre 2024Gli aspetti più innovativi delle nuove Raccomandazioni elaborate dal gruppo di studio “Diabete e Nutrizione” dell’EASD e pubblicate lo scorso anno sono oggetto di una sessione del 30mo Congresso Nazionale SID in corso a Rimini

La perdita sostanziale di peso (10-15 kg) può invertire il processo che porta a sviluppare il diabete di tipo 2, in quanto si riduce il deposito di grasso a livello del pancreas migliorando il funzionamento delle cellule beta, un risultato che si può ottenere anche con una dieta simile alla Dieta Mediterranea. È uno degli aspetti che emerge dalle nuove raccomandazioni elaborate dal gruppo di studio "Diabete e Nutrizione" dell'Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) pubblicate sulla peer review Diabetologia con la priorità di prevenire e gestire il diabete mellito di tipo 2. Alcuni degli aspetti più innovativi delle raccomandazioni sono oggetto di una sessione del 30mo Congresso Nazionale SID in corso a Rimini.
"Queste raccomandazioni, presentate da poco più di un anno, rappresentano un passo avanti significativo nella gestione del diabete - afferma Angela A. Rivellese che ha partecipato alla loro stesura. - L'enfasi sulla prevenzione, la perdita di peso e la personalizzazione dei piani alimentari ci permette di offrire ai pazienti strumenti più efficaci per controllare la malattia e migliorare la qualità della vita. Una perdita di peso sostanziale, di 10-15 kg, infatti, può essere in grado di invertire il processo che determina il diabete di tipo 2 tramite una riduzione del deposito di grasso a livello del pancreas ed il successivo miglioramento del funzionamento delle cellule beta, miglioramento che può essere ottenuto anche con una dieta simile alla Dieta Mediterranea”.
I consigli nutrizionali per la gestione del diabete devono essere basati su prove scientifiche per aiutare i pazienti a migliorare i livelli glicemici, prevenire complicazioni e migliorare la qualità della vita. Tra i modelli alimentari consigliati, infatti, spicca la Dieta Mediterranea, che si è dimostrata efficace nel migliorare la funzionalità delle cellule beta e contribuire alla remissione del diabete. Questo regime alimentare, ricco di cereali integrali, vegetali, frutta, legumi e noci, non solo aiuta a gestire la malattia, ma è anche in linea con i principi della sostenibilità ambientale.
La traduzione delle raccomandazioni in piani nutrizionali pratici, attuabili e sostenibili è essenziale e non può essere imposta o calata dall’alto, pena la mancata adesione. Tutti gli operatori sanitari (dietisti, nutrizionisti, medici) a cui queste raccomandazioni sono dirette devono cercare di individuare per la singola persona con diabete il modello alimentare più idoneo, sempre basato sulle evidenze scientifiche, ma che tenga conto anche delle preferenze individuali, delle convinzioni religiose, degli aspetti socioculturali e della sostenibilità ambientale.
“La remissione, che prevede il ritorno a valori di HbA1c <48 mmol/mol (6.5%) che persista per almeno 3 mesi in assenza di terapia con farmaci ipoglicemizzanti, è un obiettivo ambizioso ma possibile in particolare quando la diagnosi di diabete è piuttosto recente. Ovviamente qualsiasi strategia nutrizionale prevede una attenta selezione dei pazienti e un adeguato team di supporto alla persona con diabete di tipo 2” interviene Angelo Avogaro, Presidente SID.
Fonte:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37069434/
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