Nutrizione
15 Aprile 2025Pubblicate le Linee guida con 81 raccomandazioni evidence-based che delineano con chiarezza l’efficacia della Dieta Mediterranea nella prevenzione di cinque aree chiave della salute: malattie cardiovascolari, tumori, gravidanza, patologie metaboliche e malattie neurodegenerative

La Dieta Mediterranea è un pilastro della prevenzione e se integrato nella gestione clinica secondo raccomandazioni evidence-based, può prevenire o ridurre alcune patologie in cinque aree chiave della salute: malattie cardiovascolari, tumori, gravidanza, patologie metaboliche e malattie neurodegenerative. L’Istituto superiore di sanità ha pubblicato le nuove Linea guida, promosse dalla Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo (SINPE), dalla Fondazione Dieta Mediterranea e dalla Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC) che raccolgono 81 raccomandazioni tutte evidence-baseda partire da oltre 3.800 studi clinici vagliati per dare indicazioni sulla correlazione, positiva o negativa, debole o forte, tra una raccomandazione e una condizione clinica specifica. La linea guida è stata pubblicata anche nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’Iss (Snlg).
La dieta mediterranea è un modello nutrizionale basato su abitudini alimentari diffuse in Paesi del bacino mediterraneo, come Spagna, Italia e Grecia ed è stato riconosciuto dall’UNESCO come bene protetto e dal 2010 è nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
La dieta mediterranea si fonda sul consumo abituale di alimenti tipici dei Paesi mediterranei, privilegiando cereali, frutta, verdura, semi e olio d’oliva, rispetto a un uso più limitato di carni rosse e grassi animali (grassi saturi). Prevede inoltre un consumo moderato di pesce, carni bianche (come il pollame), legumi, uova, latticini e dolci. A questo modello alimentare si accompagna uno stile di vita sano, che include attività fisica regolare e una forte dimensione sociale, elementi che sembrano potenziare i suoi effetti benefici.
Una crescente mole di evidenze scientifiche dimostra che un’elevata aderenza alla dieta mediterranea è associata a un ridotto rischio di numerose malattie invalidanti. L’effetto più noto riguarda la prevenzione delle malattie cardiovascolari, beneficio documentato sin dagli anni ’60. Inoltre, un’adesione rigorosa alla dieta mediterranea si associa a un significativo miglioramento dello stato di salute generale, con una riduzione della mortalità complessiva (9%), della mortalità per malattie cardiovascolari (9%), dell’incidenza e mortalità per tumori (6%), nonché dell’incidenza della malattia di Parkinson e della malattia di Alzheimer.
A livello nazionale e internazionale, però, spiegano i curatori del documento, “mancano linee guida specifiche che possano supportare gli operatori sanitari. Per questa ragione sono state sviluppate le presenti linee guida, che contengono raccomandazioni operative sull’adozione della dieta mediterranea, nonché una definizione chiara e condivisa delle sue caratteristiche fondamentali”.
Con queste premesse i curatori del documento, sulla base di 3.800 studi clinici hanno elaborato le 81 raccomandazioni. Tra queste, le malattie cardiovascolari, nelle quali la DM (arricchita con olio extravergine d’oliva) è raccomandata per la prevenzione di ictus, fibrillazione atriale, arteriopatia periferica. In oncologia, le raccomandazioni riguardano la prevenzione di tumori in diverse sedi (mammella, colon-retto, polmone, stomaco). Nell’ambito delle patologie metaboliche, le evidenze cliniche supportano l'efficacia della dieta nel prevenire diabete mellito tipo 2, obesità e sindrome metabolica. In merito ai disturbi neurodegenerativi, vi sono benefici documentati sulla riduzione dell’incidenza di Alzheimer, depressione e fragilità in età avanzata. In gravidanza, la DM ha solidi benefici sul diabete gestazionale e sulle alterazioni patologiche del peso neonatale.
Fonte:
https://www.iss.it/-/dieta-mediterranea
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