Fattori di rischio e incidenza
Le fratture sono dovute a traumi di intensità sufficiente a superare la resistenza dell'osso, possono essere causate da cadute ma anche da incidenti meno gravi. È noto che, con l'invecchiamento, la densità ossea tende a ridursi per alterazioni strutturali causate perlopiù dall'osteoporosi, una malattia sistemica progressiva comune soprattutto nelle donne dopo la menopausa che favorisce la fragilità dello scheletro. Le fratture vertebrali e dell'anca sono 3-4 volte più frequenti nel sesso femminile, con una crescita progressiva di incidenza associata all'età. Quelle dell'anca rappresentano un problema rilevante dai 75 anni in su. La presenza di patologie è un altro fattore di rischio importante perché, nelle persone anziane, la frattura può verificarsi dopo una caduta causata da vertigini, confusione mentale, aritmia, ischemia cerebrale, sincope, perdita di tono muscolare eccetera. Anche alcuni farmaci, come i cortisonici che determinano perdita di massa ossea e altri, come gli psicofarmaci, che possono accrescere la frequenza di cadute negli anziani risultano associati a un maggior rischio di frattura.
Conseguenze
Le fratture negli anziani sono uno dei principali fattori di rischio di invalidità permanente e quelle maggiori si associano a un incremento di mortalità, specialmente nel sesso maschile. La frattura più frequente nelle donne, correlata all'età, è quella dell'anca; le fatture vertebrali possono comportare deformità dello scheletro, riduzione dell'altezza e cifosi ma nel 70 per cento dei casi sono asintomatiche. La frattura del bacino causa immobilità prolungata, e quindi rischio di trombosi venosa profonda, con significative difficoltà di recupero sul mantenimento dell'equilibrio dell'anziano. Fratture in altre sedi come braccio, avambraccio, costole eccetera, una volta risolte, impattano meno sull'autonomia dopo la guarigione.
Prevenzione
Le strategie preventive si concentrano su diversi fronti, il primo è la messa in atto di azioni sistematiche di carattere ambientale per evitare il rischio di cadute, il secondo riguarda interventi su diagnosi e cura dell'osteoporosi. In casa dell'anziano è utile eliminare tappeti, scendiletto e cavi elettrici sul pavimento, usare luci notturne, installare appoggi fissi sulle pareti del bagno, nella vasca e nella doccia, tenere una torcia elettrica sul comodino. La persona anziana con un equilibrio instabile dovrebbe prendere in considerazione l'uso del bastone da passeggio, usare calzature antiscivolo e non camminare a piedi nudi o con i calzini sul pavimento. In epoca post-menopausale, dopo aver valutato il rischio osteoporotico, può essere indicato eseguire una mineralometria ossea computerizzata (Moc) per verificare la densità ossea dello scheletro. Nei soggetti sopra i 75 anni di età l'osteoporosi può essere già conclamata anche negli uomini ed evidenziarsi in occasione di una radiografia per altri motivi, un dolore o un piccolo trauma, oppure direttamente con una frattura ossea dell'anca. Nella prevenzione dell'osteoporosi, e quindi delle fratture, è molto importante promuovere corretti stili di vita, ponendo l'accento sui benefici dell'esercizio fisico per rinforzare i muscoli e migliorare l'equilibrio, sul mantenimento di un corretto peso corporeo, sull'abolizione di fumo e alcol e su un apporto sufficiente nella dieta di calcio e di vitamina D, assunta in minima parte con il cibo, ma prodotta nella cute per effetto dell'esposizione ai raggi ultravioletti. Per questo è importante stimolare l'uscita da casa. La fragilità ossea risulta correlata anche alla velocità di turn-over osseo, alla morfologia della struttura dello scheletro e alla familiarità. A parte la prescrizione di farmaci contro l'osteoporosi possono essere indicati supplementi a base di fitoestrogeni (isoflavoni della soia) che hanno un debole effetto simil-estrogenico e che quindi possono svolgere un ruolo protettivo sull'osteoporosi e ridurre l'incidenza di fratture.
Domande essenziali
Bibliografia
American Academy of Orthopaedic Surgeons
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