Ricerca
26 Settembre 2023 Il long Covid presenta disfunzioni ormonali e immunitarie caratterizzate da biomarcatori che indicano una attività anomala delle cellule T

I pazienti con Long Covid presentano differenze nella funzione immunitaria e ormonale rispetto a chi non ne è affetto, con dei biomarcatori specific indicanti una attività anomala delle cellule T. È quanto emerge da uno studio della Icahn School of Medicine del Mount Sinai e dalla Yale School of Medicine, pubblicato sulla rivista Nature. "Si tratta di uno dei primi studi - afferma il ricercatore principale, David Putrino - a mostrare differenze chiare e misurabili nei biomarcatori del sangue di persone con Long Covid rispetto a persone che si sono riprese completamente da un'infezione acuta e a un gruppo di persone che non sono mai state infettate da Sars-CoV-2. Questo è un passo avanti decisivo nello sviluppo di protocolli di analisi del sangue validi e affidabili per il Long Covid".
Long Covid, ancora da chiarire perché insorge la sindrome
Le sindromi da infezione post-acuta possono svilupparsi dopo una malattia virale acuta che può comportare lo sviluppo di una infezione nota come “Long Covid”. Gli individui affetti riferiscono frequentemente stanchezza incessante, malessere post-sforzo e una varietà di disfunzioni cognitive e autonomiche; tuttavia, i processi biologici associati allo sviluppo e alla persistenza di questi sintomi non sono chiari.
Gli studiosi, tra gennaio 2021 e giugno 2022, hanno arruolato e analizzato un totale di 273 pazienti per “uno studio trasversale che includeva la fenotipizzazione immunitaria multidimensionale e metodi imparziali di apprendimento automatico per identificare le caratteristiche biologiche associate a Long Covid”. I pazienti, provenienti dal Mount Sinai Hospital, dal Mount Sinai Union Square e da Yale School of Medicine, sono stati divisi in tre gruppi: quelli senza precedente infezione da Covid; quelli che si erano completamente ripresi da un caso clinicamente confermato di Covid; quelli con sintomi attivi a lungo termine per almeno quattro mesi o più dopo un'infezione confermata. A ciascun paziente è stato chiesto, poi, di completare una serie dettagliata di questionari sui sintomi, sulla storia medica e sulla qualità della vita correlata alla salute.
Per i risultati un aiuto dall’IA: precisione del 96%
I ricercatori hanno prelevato campioni di sangue da tutti i pazienti, hanno identificato differenze e somiglianze tra i biomarcatori nei gruppi e quindi hanno applicato analisi di apprendimento automatico per comprendere meglio quali fossero più efficaci nel consentire all'algoritmo di identificare i pazienti con Long Covid. Nel complesso, l'algoritmo è stato in grado di distinguere tra persone con e senza Long Covid con una precisione del 96% e di rilevare la condizione sulla base di caratteristiche distintive rilevate nel sangue.
Infatti, si legge nel paper, sono state notate differenze marcate nelle popolazioni mieloidi e linfocitarie circolanti rispetto ai controlli abbinati, nonché prove di risposte umorali esagerate dirette contro Covid tra i partecipanti con Long Covid. Alcune delle differenze più pronunciate erano legate alla disfunzione immunitaria e ormonale, che si caratterizzava per biomarcatori che indicavano un'attività anormale delle cellule immunitarie T, la riattivazione di più virus latenti (incluso il virus Epstein-Barr e altri virus dell'herpes) e riduzioni significative dei livelli di cortisolo. Questo studio ha portato all’integrazione dei dati sulla fenotipizzazione immunitaria in modelli imparziali di apprendimento automatico ha identificato le caratteristiche chiave più fortemente associate allo stato del Long Covid In generale, questi risultati potrebbero aiutare a guidare gli studi futuri sulla patobiologia della Long Covid e aiutare a sviluppare biomarcatori rilevanti.
Per saperne di più:
https://www.nature.com/articles/s41586-023-06651-y
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
07/08/2026
Uno screening realizzato in farmacie dei Paesi Baschi ha identificato possibili alterazioni della funzionalità renale nell'8% dei partecipanti, indirizzati al medico per ulteriori accertamenti.
A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
07/08/2026
La nuova circolare entra nel dettaglio delle modalità di registrazione dei medicinali nell'Archivio nazionale, il database che raccoglie gli identificativi univoci dei farmaci immessi sul mercato...
A cura di Redazione Farmacista33
07/08/2026
Nel 2025 la spesa farmaceutica totale ha raggiunto 39,3 miliardi di euro, trainata dalla crescita a doppia cifra degli acquisti privati. Tirzepatide è il farmaco di classe A più acquistato...
A cura di Redazione Farmacista33
05/08/2026
In quanto professionista di facile accesso e affidabile, il farmacista può aiutare a contrastare l’influenza dei determinanti sociali di salute che hanno un impatto negativo sulla malattia...
A cura di Sabina Mastrangelo

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)